PERDONO, O GRAZIA

L’attualità politica Napolitano-Berlusconi ci serve, sordidità compresa, ad afferrare la più facile e la più oscurata delle parole, “perdono”, rilevantissima a ogni latitudine e in ogni vita personale.

La grazia, per venire (eventualmente) conferita, deve venire richiesta, e il richiederla comporta il riconoscimento del delitto.

Osserviamo che questo riconoscimento ha il merito di un lavoro di pensiero:
infatti né i nazisti né a molta distanza i mafiosi “sanno quello che fanno”, cioè sono stupidi:
e senza che la stupidità sia un’attenuante perché anzi fa parte del delitto (non lo capisce nessuno).

I cristiani hanno sprecato da secoli l’occasione del “Figlio prodigo” (“figliol” è puerile), il cui peccato non è quello di essere scappato con la cassa, né quello di avere sperperato, ma quello di avere diviso l’Azienda:
allorché egli torna confessando questo peccato, il Padre lo nomina AD dell’Azienda (ricco abito, ricco anello, ricco vitello):
questo figlio aveva pensato.

mercoledì 27 novembre 2013

 

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