CARTA D’IDENTITÀ COME RAPPRESENTANZA

Il Simposio della “Società Amici del Pensiero” di questo intero anno sarà dedicato al più importante concetto della vita umana nel suo legame sociale, un concetto che allo stesso tempo è anche il più importante del pensiero di Freud, quello di rappresentanza (Repräsentanz).

L’esempio più noto ne è quello della carta d’identità (o del passaporto) rilasciata da un Ente pubblico dello Stato, dunque a partire dalla Costituzione:
essa ha la rappresentanza della rappresentazione (Vorstellungs-repräsentanz), in questo caso la foto come rappresentazione del corpo, quella per cui dico “io sono rappresentato dalla carta d’identità”, vengo dopo:
la carta d’identità vale come presentazione a tutti gli effetti per cui vale (contratti eccetera).

Freud ha dato un nome a un’altra e compagna carta d’identità, da cui io sono rappresentato e rispetto a cui io vengo dopo (vedi Io vengo dopo, martedì 10 settembre):
l’ha chiamata Es, un mio pensiero che mi precede e con cui non è poi detto che io mi allei (come si vede nella resistenza a sogni e lapsus):
l’alleanza con sogni e lapsus mi conferisce carta d’identità, con cui mi presento (non mi rappresento) universalmente.

Vent’anni fa ho chiamato l’Es (forma generale della “pulsione” come legge di moto dei corpi umani) con l’espressione e concetto “pensiero di natura” perché, mancando in natura una tale legge, è il pensiero a mettercela (veramente … divino!) come Costituzione a sede individuale.

Et coetera, ossia il resto consegue, anche nel peggio (patologia, delitto, guerra).

martedì 12 novembre 2013

 

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