LA LEGGE DI TEX WILLER

Almeno in Italia questa legge è nota anche ai sassi:
è la legge del segmento, della via più breve, dalla canna della pistola al cuore dell’avversario, dal pugno ai denti del medesimo:
con altri nomi è nota dagli Appennini alle Ande, è universale.

Chiamata “legge del segmento”, è la stessa dell’innamoramento (dagli occhi agli occhi), dell’istinto, della religione (il miracolo agisce in diretta), dell’ontologia (“andare al cuore delle cose”):
brilla nella tortura.

Per “fortuna” facciamo ancora eccezione a questa legge, altrimenti non resterebbe pietra su pietra.

Non è la legge della giustizia, malgrado la Teoria di Tex Willer o dei Supereroi.

Per poco che si sappia della psicoanalisi, si sa almeno (ma è proprio vero che lo si sa?) che la psicoanalisi non agisce direttamente sui sintomi né sulla patologia, cioè non è psico-terapia in senso medico, perché passa per l’iniziativa del paziente:
vero che la medicina agisce sul modello bellico cioè la legge del segmento (“attacca” la malattia), ma è perché ha un salvacondotto costituzionale unito al nostro consenso individuale  non meno costituzionale.

Il Nazismo andava pazzo per la legge del segmento:
sto iniziando a sciogliere la riserva sull’impenitenza (vedi martedì 15 e mercoledì 16 ottobre).

Il Diritto nei suoi due momenti – quello insegnato in Università e quello del Regime dell’appuntamento – percorre almeno tre tratti:
pur non accontentandomi del modello fisico del bigliardo, per ora passi.

lunedì 21 0ttobre 2013

 

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