TENUE RAPPRESENTANZA

Tenue è il Governo (penso al nostro di oggi ma non solo), che rappresenta la collettività per incarico del Parlamento:

“tenue” non è ironico né polemico (benché nel nostro caso lo sia in eccesso, eccesso nel poco), al contrario è l’aggettivo idoneo al buon Governo, che come già scrivevo può rappresentare, al massimo della sua performance, il 5% della politica.

É la modestia di questa  rozza bassa percentuale a rispondere adeguatamente, e non il contrario, al verdetto di ingovernabilità emesso da Freud (“impossibilità di governare, educare, psicoanalizzare”).

Nessun governo ha competenza nella meta, che sta in capo alla sovranità individuale.

Se la Politica soddisfacesse questa su parola, sposterebbe sull’individuo la sovranità.

“Pensiero”, o in Freud “pulsione”, ne è il nome, ma a volte considero vanità delle vanità il ripeterlo.

I politici che apprezzo meno anzi dis-prezzo, sono quelli che usano parole come “felicità”, “amore”, “bellezza”, “sogno”…, che semplicemente non sono di loro competenza bensì mia:

ciò non impedisce che anch’io possa essere incompetente come loro, e che loro lo siano basta sentirli parlare.

In tempi non ancora lontanissimi si credeva che la meta – di competenza del pensiero – fosse in capo a trono e altare, ossia l’illusione.

Ciò che dico non è liberalismo:

il liberalismo non è mai stato liberale, ammette soltanto che abbiamo tanti “sogni” come altrettanti alberi ai quali impiccarci.

mercoledì 4 settembre 2013

 

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