LIB(E)RO

É un buon lapsus verbale che ho appena raccolto (l’autore potrà aggiudicarselo quando vorrà).

La libertà di Maddalena – Maddalena che legge di Rogier van der Weyden – è nel suo leggere:
nel suo leggere si fa condurre, se-durre, dal libro:
in paragone siamo tutti dei pessimi seduttori, amanti (l’amore lo fa l’amante).

I miei anni di “giovane psicoanalista” sono stati gravati dall’ironia maggioritaria degli psicoanalisti sulla libertà, per esempio sull’espressione freudiana “libere associazioni”, e per anni sono rimasto incerto:
ho poi dedicato non poco tempo a elaborare questa incertezza.

Oggi posso dire che c’è una prima rappresentanza di ognuno:
il mio pensiero ha preso il libero arbitrio cioè il potere sul mio organismo facendone un corpo cioè orientato alla soddisfazione, il che non è scritto né prescritto dalla natura:
ciò significa orientato al regime dell’appuntamento (ma non posso ripetere tutto da capo):
il mio, di libero arbitrio, sarà che io vengo dopo, se-dotto:
come soggetto mi ci as-soggetto, facendomi così libero da tutte le soggezioni della Cultura-Civiltà.

C’è alternativa?:
sì, ma si chiama psicopatologia, nella sua relazione con la criminologia:
la malattia, come il crimine, sono faccende di logìa cioè di testa, le relative discipline vengono dopo.

giovedì 19 settembre 2013

 

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