NEVROSI, PERVERSIONE, CRISTIANESIMO

Sabato domenica 11-12 maggio 2013
in anno 157 post Freud amicum natum

 

Nel celebre detto su serpenti e colombe ambedue le specie sono apprezzate:

Maria Delia Contri (vedi Simposio di lunedì 6 maggio) ha avuto l’accortezza di tradurre “prudenti come i serpenti” e non “astuti [o furbi] come i serpenti”, e ho sempre fatto osservare che si tratta della stessa parola che compone “giuris-prudenza” cioè un sapere distinto da quello della scienza.

L’intelligenza è prudenza non furbizia (e non è matematica):
uno psicoanalista furbo non è né intelligente né psicoanalista, lo psicoanalista tratta con tutti ma non con i furbi (J. Lacan li chiamava “canaglie”).

Ma tradurre quel detto “cum vulpibus vulpinandum est” è una corruzione del detto stesso nella specie della perversione.

In passato ho già accennato questa idea, allo sviluppo della quale dedicherò un libro nella prossima reincarnazione:
in generale, il cristianesimo è stato fin dal principio un privilegiato terreno di cultura per nevrosi e perversione (o anche per la zizzania, ma questa è la perversione non la nevrosi).

Continuerò presto, senza aspettare una reincarnazione in cui non credo affatto.

 

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