CENSIMENTO

Ho annunciato ieri il presente articolo:
la Legge n° 4 del 14 gennaio 2013 è onesta perché censisce, ossia fa coincidere autorizzazione ed esistenza, a condizione della trasparenza dell’esistenza dichiarata (in questo caso a beneficio dei clienti).

Ma prima, un  passo indietro alla 56/89 nota come Legge Ossicini, che ho già riconosciuto non come Legge iniqua né anticostituzionale, bensì come una non-Legge.

Sarebbe solo una farsa se non avesse un effettivo interesse, quello di un esperimento legislativo il cui risultato è stato quello di mostrare il fallimento di ogni tentativo legislativo quanto alle psicoterapie, psicoanalisi inclusa:
Freud è stato dichiarativo al riguardo, ossia che la psicoanalisi si propone come terapia, fino a considerare Arzt ossia medico anche lo psicoanalista non medico (piuttosto, diceva, dateci dei  ciarlatani).

Il fallimento risiede nel fatto che, mentre la Legge riesce a configurare la fattispecie “medicina”, non riesce a farlo per la fattispecie “psicoterapia”, parola che si riduce a flatus vocis irriducibile a un significato quantunque elastico.

Le se-dicenti “psicoterapie” – fatta salva la buonafede dei singoli operatori, e anche la loro eventuale ragione –, intendo quelle che ricorrono ad atti verbali, non mancano certo di fattispecie (molto diverse tra loro):
ma si tratta di fattispecie di atti linguistici possibili e permessi all’intera popolazione (confidenza, confessione, ascolto, persuasione, confutazione, interpretazione, indicazione …), e come tali  non includibili in Leggi degli Stati come loro fattispecie, così come non esistono leggi sull’amore, il pensiero, le modalità linguistiche e le loro finalità.

La 56/89 ha portato alla luce una delle “anime” con cui nasceva la Psicologia novecentesca:
non quella di ricerca di effettivi risultati, bensì quella di presa del Potere di controllo sul pensiero umano:
ricordo in uno dei dibattiti degli anni ’70 che preludevano alla suddetta “Legge” e in cui si numeravano le scuole di Psicoterapia in molte centinaia, la mia domanda ingenua su come si sarebbe collocato Freud:
qualcuno mi rispose che si sarebbe collocato fra le centinaia di scuole.

A fronte dell’ottusità giuridica e politica della 56/89, la 4/2013 ha l’onestà – mi ripeto – di lasciare coincidere, come in un censimento, autorizzazione ed esistenza.

Vedremo poi se si darà confusione tra censimento e schedatura.

La 4/2013 si occupa di professioni dette intellettuali:
osservo che questa parola piace poco agli psicoanalisti, molti dei quali credono di esercitare una professione viscerale, e via con le emozioni e l’interiorità, magari tanto spirituale:
vero è che pochi intellettuali pensano che questa parola significa terra, terra-terra come nel caso di Freud, senza epi-steme.

martedì 23 aprile 2013

 

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