Tutti sanno che cosa significa, e conoscono il romanzo con tale titolo:
in esso si tratta di ghiacci eterni o quasi insuperabili, di temperature polari, di morti e carcasse di navi.
Ma nelle nostre patologie non ci sono ghiacci eterni:
esse sono dominate dalla censura, una censura che è lì a censurare proprio la verità che non ci vuole niente, che ci vuole non volontà ma solo voglia, e che non ci vogliono grandi muscoli organici o mentali.
Nell’inibizione sessuale, il soggetto quando si risolve si guarda indietro e cosa vede?:
non ghiacci superati con fatica e pericolo, ma solo che c’era già passaggio a portato di mano, ma con censura della mano e del passaggio.
Ma l’esempio sessuale sì dà solo nell’inibizione della parola e in quella del pensiero.
Il passaggio non è dalla terra al cielo ma dalla terra alla terra:
è qui che c’è superbia, fissazione, impuntamento (paranoia):
il paranoico nella superbia sfrutta anche “Dio”.
C’è poi il caso del passaggio da aprire, come il canale di Panama (ne ho già parlato a proposito dell’impossibile):
tutto da guadagnare.
venerdì 18 gennaio 2013