UMILIAZIONE DI MASSA

In Obbligante non vincolante (sabato-domenica 8-9 dicembre) consideravo i tre casi supplementari di medicina, psicoanalisi e amore:
anche nell’amore la fonte dell’obbligo non vincolante è l’amante stesso, l’atto del rivolgersi all’amante.

Ma il medico non ama, anzi è sadico quando dice di amare:
non sono prodotti dell’amore la guarigione medica, come pure la riduzione di pena, il perdono, la consolazione (sulla quale tornerò):
“amore” è un abuso verbale quando non è produzione di ricchezza per i partner (ed è ricchezza inattesa anche il cambiamento del modo di produzione).

L’abuso di “amore” è il luogo della nostra umiliazione collettiva, e noi incontriamo l’altro nell’umiliazione, nell’assenza di dignità o Costituzione (vedi ieri).

Ciò riguarda anche questi mesi di campagna elettorale:
si scrive “populismo” ma si pronuncia umiliazione, di massa come sempre:
c’è un rapporto tra crisi e umiliazione di massa, compatibile con lo sciopero, la rivolta, l’indignazione, il tutto seguito dall’aumento di povertà.

martedì 11 dicembre 2012