PRUDENTIA

Tra i cento esempi del fatto che ci hanno insegnato male quasi tutto, c’è la parola “prudenza”, trasmessaci con il significato di fare e anzitutto  dire qualcosa in meno, di tenersi aldiqua, insomma di avarizia:
ma no!, ha il significato di dire giusto-giusto:
ho già scritto che è questa la giustizia, che solo Freud ha collegato al dire, per esempio alla giustizia sobria del lapsus, del motto di spirito, dell’interpretazione.

Penserà poi il singolo a incrementare la  giustizia con un supplemento (“grazia”), che non è un di troppo (in particolare, ho collocato la vita sessuale nel supplemento in quanto non dovuto né proibito):
il supplemento sanziona la soddisfazione (il giusto-giusto):
supplemento, o grazia, non significa dono (cavallo di Troia).

La prudenza è quella della parola latina iuris-prudentia, che implica il giusto-giusto della sanzione, premiale prima che penale:
la pratica corrente del diritto è in-giusta e in-prudente perché non ha questa distinzione e priorità (che ho appreso da H. Kelsen).

venerdì 14 dicembre 2012

 

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