“SPIRITUALE”

Sono appena stato annoiato ancora da questa parola.

Molto usata in passato ha afflitto molti di noi non più giovani, tuttavia continua ad affliggere tutti anche nel suo disuso, perché significa una distinzione sistematica dal corporale:
è anche stata detta “isteria”.

Ma se la legge di moto del corpo è quella che dico desumendola da Freud (“pulsione”), cioè solo umana non istinto, grazie ad essa il corpo passa da fisico a metafisico (nel bene e nel male):
“spirito” viene così a designare la soddisfazione, e in quanto non c’è soddisfazione che del corpo.

Fine delle distinzioni spirito/anima nobile/psiche volgare, con in più i rimaneggiamenti necessari per mettere da qualche parte intelletto e ragione:
carrozzone spirituale (se fossi lo Spirito santo mi arrabbierei).

“Spirito” distinto da corpo designa l’immoralità degli insoddisfatti metodici o invidiosi.

Tuttavia tengo in vita la parola “spirito” come sinonimo di pensiero, per la doppiezza cui si presta, perché designa i due versanti della guerra mondiale sempre in corso:
uno è quello del pensiero nella soddisfazione, l’altro quello del Cielo infernale delle Teorie che ci vessano ossessivamente anche col nostro consenso.

martedì 6 novembre 2012

 

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