DEMENZA ELETTORALE

La demenza dei politici di fare sempre e compulsivamente campagna elettorale, si duplica come una fotocopia nel trattare gli elettori come dementi alla lettera cioè de-menti, animati solo dai loro presupposti o pregiudizi o disponibilità all’illusione (chiamata “avere un sogno”):
al pensiero non si rivolge nessuno, il risultato è la psicologia di massa che è peggio del populismo.

Da decenni si è imposto in politica il diritto penale:
non sono certo favorevole a una società in cui prevalga il diritto penale, ma questo con le sue forme e procedure (pur sempre giuridiche) ha preso il posto come ritorno del rimosso della rimozione del diritto:
non sto pensando anzitutto al diritto civile, ma alla facoltà legislativa individuale a tutti i livelli della vita quotidiana:
ho parlato di “regime dell’appuntamento”, in cui non si hanno ma si fanno diritti.

Non è buon segno che sia appena uscito un libro intitolato Il diritto di avere diritti:
si rinforza l’occultismo del diritto naturale, tutti dei Robespierre magari moderati (anche Robespierre all’inizio lo era):
il Terrore non esclude i buoni sentimenti, di cui siamo sadicamente ingozzati.

giovedì 29 novembre 2012

 

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