GRANDE/PICCOLO (3). IL PICCOLO MONDO ANTICO E IL CAPITALISMO

Con Piccolo mondo antico Fogazzaro ci ha reso un involontario servizio:
ha dato un nome all’inconsistenza di ciò cui restiamo fissati come da catene inesistenti:
ricordo la filastrocca del coltello senza manico e senza lama, del chiaror d’un lumicino spento, del giorno di notte.

Piccolo significa puerile, il che il bambino non è (lo è il bambino della pubblicità, dell’educazione, della psicologia), ma lo resta l’adulto dopo che il bambino è diventato puerile cioè malato.

É sorta una discussione su ciò che rende subordinati al capitalismo specialmente odierno, con le sue illusioni e le sue menzogne, una realtà in cui tutto sfugge e niente è vero, eppure il capitalismo come tale non ha colpe proprie:
ebbene, la subordinazione non lo è tanto a illusioni e menzogne congegnate da adulti, bensì lo è al Cielo della Teorie che hanno umiliato il bambino facendolo passare a puerile cioè piccolo:
le elenco da anni, sono il piccolo mondo antico delle quattro Teorie dell’amore, dell’istinto, della religione, dell’ontologia, che precedono tutto il ciarpame di Cultura e la alimentano.

Ne viene impedito il passaggio a caput-alismo, o Civiltà, che nemmeno i capitalisti hanno.

Queste Teorie sono tutte convergenti sull’ancora irrisolto “io penso” di Cartesio, che era un progresso ma ancora fermo-fisso a “penso che sum-sono”, al posto di “penso che adsum-vengo”, ossia il moto.

Il potere delle Teorie è quello dell’angoscia, che fa prendere lucciole per lanterne.

Ricordo la frase freudiana “se non tornerete come bambini …”

martedì 23 ottobre 2012

 

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