SPORTELLI FILOSOFICI (1)

Bravissimo quel tale Gerd Achenbach che dal 1981 ha inventato gli sportelli filosofici, o consulenza filosofica, ne parla un recente articolo [1]:
tali sportelli esistono in più altri paesi, Francia, Olanda, Norvegia, Svizzera, Austria, Stati Uniti, e ora nientemeno che a Corigliano d’Otranto, paese di seimila abitanti con già cinquecento utenti, e forse altrove.

“Sportello” mi piace, molti anni fa scrivevo che il bambino, prima di venire ammalato, sa rivolgersi a tutti gli sportelli, cioè è libero e sano, universale.

   Il Consulente filosofico lo fa supportato dal Comune per 10-15 euro a seduta, e a lui può rivolgersi chiunque per affrontare disagi della vita di ogni giorno:
la tecnica è definita socratica, “maieutica” – che io sia freudiano e non socratico non ha qui alcuna importanza –, come lavoro sulle idee.

Vero che i fautori della Consulenza filosofica (Philosophische Praxis) hanno messo le mani avanti cercando di negare che la loro sia “Psicoterapia”, ma non ci riescono perché “Psicoterapia” è una parola vuota di concetto, ci sta tutto e il contrario di tutto:
è solo l’utente o cliente a sostenerla nel suo rivolgersi, a partire da un disagio o disturbo o problema o patologia comunque concepiti, a un qualcuno che suppone in grado di fornirgli un aiuto comunque concepito:
“Psicoterapia” non è che mercato, le cui offerte creano la domanda (non sto affatto dicendo che sono contrario come se dicessi “Fuori i mercanti dal tempio!”):
non si vede dunque come non sia psicoterapia anche la Consulenza filosofica.

Questa psicoterapia come ogni altra differisce dalla psicoanalisi in un punto, e non si creda che io stia parlando di tecnica o teoria:
si tratta di un’osservazione fatta da Freud, e un’osservazione scandalosa:
ossia che non esiste desiderio di guarigione precostituito, naturale, ma solo il vecchio desiderio, il desiderio vecchio, di sistemare un po’ meglio la propria patologia.

Non che non possa esistere, ma quando esiste è perché l’analisi lo ha prodotto come neo-produzione, neo-nato nel mondo.

Non dico poco, perché sto parlando del fatto che l’umanità non è affatto migliorabile:
ma questa non è necessariamente una cattiva notizia:
ma per farsene qualcosa bisogna passare a un pensiero nuovo, senza perdersi a migliorare se stessi.

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[1] Antonello Gaeta, “Star bene con Socrate”, benvenuto nel paese più filosofico d’Italia, Repubblica martedì 17 luglio.

mercoledì 18 luglio 2012

 

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