PROVINCIALISMO SESSUALE

Il provincialismo sessuale inizia con la Teoria, stolida ma solida, del privilegio maschile (“fallo”) per via del suo sesso, già nella bambina che vede la nascita del fratellino maschio adorato dalla madre:
questo provincialismo è compatibile con il futuro disprezzo per l’uomo come uno che non pensa che a … “quello”, cioè un idiota.

Ero ancora un bambino quando in spiaggia a Nervi fece la sua comparsa un certo Cecco, un giovane uomo idiota in senso proprio, uno “scarrafone” o Gregor Samsa, ossia un oggetto a lacaniano di cui ho tanto parlato circa un anno fa:
questo idiota si dilettava a salire su un trampolino a cinque metri di altezza e a tuffarsi goffamente dopo essersi tolto il costume e avere richiamato l’attenzione con sorriso idiota:
tutto il pubblico di spiaggia si dilettava a guardare lo spettacolo ridendo e senza alcuno scandalo neppure per i bambini, e a scherzare con lui quando tornava a riva:
il suo sesso sublime era l’oggetto totale di nome “Cecco”, era lui il bravo ridicolo “fallo”.

L’intelligente lingua volgare italiana lo dice benissimo:
è il provincialismo del c…, che nella parola greca “fallo” è sublimato per intellettuali in cerca di emozioni (questa lingua dice bene “testa di …” o “non capisci un …”):
la celebre “invidia del pene” designa la stupidità provinciale della Teoria, e non è altro che spirito condominiale:
si sa che i condominî sono il luogo dell’invidia, quella per cui tutti aspirano a inibire il godimento di tutti in nome dell’uguaglianza.

Risulta l’uomo come provincia dell’esteriorità materiale e la donna come provincia dell’interiorità spirituale:
sono le province di due distinti godimenti in reciproca opposizione:
ossia la tradizionale tragicomica maschile/femminile.

Non mi trattengo dal dire che la mistica è vaginite dello spirito:
Dante l’ha trasferita in Paradiso, e sarebbe bene riderne più che di Cecco.

Senza province, l’Universo è tutto nella legge S → AU m,, f in quanto AU vale non per una proprietà presupposta nel pensiero di S, ma per il beneficio, non presupposto, che può procedere da esso in quanto mezzo, o partner:
in questa legge la differenza sessuale (non la contiguità dei due sessi) è presente come supplemento contingente, fuori provincia, unico caso in cui la vita sessuale è moral-esente ossia, come dico da sempre, nulla la causa e nulla la proibisce.

Congetturo (come Freud) un nesso del provincialismo sessuale con il provincialismo politico, oggi in quell’entità condominiale che chiamiamo “Europa”.

Dovrà seguire una considerazione sull’amore in quanto paterno.

martedì 10 luglio 2012

 

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