QUELLA PERFIDIA …

Sabato domenica 21-22 aprile 2012
in anno 155 post Freud amicum natum

 

… che chiamiamo “amore”, l’eterno amore inesistente.

Ne parlo prendendo spunto da Il debito del vivente di Elettra Stimilli, Quodlibet 2011, che pone in contatto il debito-colpa, o l’“essere in difetto”, con il capitalismo preso nella sua (in)temperie di questi anni.

Dell’essere-in-difetto, o in-mancanza, in relazione alla “crisi”, ho appena scritto (La congiura della doppia povertà venerdì 13 aprile, Offerta di domanda lunedì 16 aprile).

Allora il debito-colpa dell’uomo non è originario ma prodotto, e lo è da parte della per-fidia sull’amore, che carpisce la buona fede corrompendo l’intelletto a proposito di “amore” (Diotima):
ed ecco l’amore materno, l’amore-sacrificio, l’amore-dono (“oblativo”, specialità dei papà), l’amore-perdono (idem), e not least l’innamoramento.

La fede buona non è la buona fede (simile all’ingenuità cioè ingannevole), ma è logica e critica perché è giudizio fondato di af-fidabilità:
devo riconoscere che la fede che dico io esiste appena in tracce (infatti le religioni non sono fondate sul giudizio di affidabilità).

L’amore è amicizia per il pensiero, al resto provvede l’individuo, senza donativi e meno ancora smancerie amorose.

Ma siamo “concreti” come si dice:
“ama il prossimo come te stesso” significa che ambedue mangiano caviale.

Ho detto “ambedue”, infatti non mi fido di uno che se ne astiene:
a parte il fatto che nell’amore oblativo non si dona caviale ma tutt’al più salame.

 

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