ήπερ μεγίστη γίγνεται σωτηρία,
όταν γυνή πρόϛ άνδρα μή διχοστατή [1] .
ossia:
è un fatto che grande salvezza si genera
quando la donna non dissente con l’uomo (14-15).
Vero che questa frase, in apertura della tragedia, è pronunciata dalla Nutrice, ma è importante cogliere che è il pensiero di partenza di Medea, lo stesso che la farà assolvere alla fine.
Non a caso ho già fatto osservare che il peccato originale ha inizio da Adamo, e ho ripetutamente proposto la domanda “A che cosa serve un uomo”, o meglio quale è la sua vocazione, sesso e sperma incluso?
Non deve sfuggire (invece sfugge sempre e a tutti) il senso universale della proposizione di Medea(-Nutrice):
la salvezza non è tanto quella della coppia, cioè del particulare, ma quella dell’uno e dell’altra in generale, e in ultima analisi dell’universo stesso.
(segue domani)
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[1] Accenti e spiriti lasciano a desiderare.
venerdì 27 aprile 2012