BUIO ARTIFICIALE

Anche la grande stampa si è accorta della censura, in questo caso della nevrosi, sotto il verbo “depennare” (Repubblica lunedì 2 aprile, Che fine ha fatto la nevrosi, depennata appunto dal DSM).

Il giornalista ha capito il fatto, ma sotto quel tono un po’ fatuo che nasconde la mancanza del coraggio intellettuale che il giornalista dovrebbe avere, il coraggio di cogliere la gravità del fatto, che in questo caso io considero un crimine contro l’umanità.

Correttamente il giornalista ha correlato la nevrosi a Freud (e più debolmente a Woody Allen), ma non perché Freud abbia introdotto la parola “nevrosi”, bensì perché ne ha introdotto una dottrina scientifico-causale (una causalità non naturale):
questa era contestabile come tutto ciò che è scientifico (e così la relativa terapia), ma è sempre stata e resta l’unica dottrina (e terapia) scientifico-causale proposta, senza controproposte:
oggi è rimasta solo una notte nera, ma di un buio artificiale non naturale come ogni onesto buio.

É un progresso nell’analfabetismo di andata o ignoranza progressiva (vedi ieri), e vorrei trarne qualche conseguenza non depressiva:
ho già scritto che depressione economica e psichica sono la stessa medaglia, e non perché la prima motivi la seconda (per esempio come causa di suicidi).

mercoledì 4 aprile 2012

 

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