NUOVE PIANTE, E I MIEI CENTO COETANEI

I miei coetanei sono moltissimi di più, ma alludo a quelli che ho ben conosciuto, molti anche confidenzialmente, e alcuni dei quali si sono fatti un nome (potrei farne molti):
ebbene, la maggior parte di loro potrebbero benissimo essersi estinti nel diluvio universale senza che nessuno se ne accorgesse, ossia hanno avuto un’esistenza puramente funzionale, fungibile
(per almeno alcuni di essi provo dispiacere personale).

Quanto a me, a mio merito, nel mio giardino coltivo piante che prima di me non esistevano.

Qualcuno dirà che sono superbo ma sbaglia:
non sono superbo, sono orgoglioso;
oppure dirà che mi sto vendicando, e con ciò non capisce l’abc di ciò che dico:
ossia che il giudizio è in sé una sanzione senza vendetta, e che proprio perché sanzione può reggere il perdono che è sospensione della pena.

Non mi sono mai preso per Napoleone (che fatica!), né per Gesù Cristo:
vero è che per quest’ultimo ho provato invidia (non quella invidiosa), per avere lui chiuso la partita a trent’anni, mentre io ho già superato il doppio.

Ricordo ancora quando, prima dei trenta, ho avuto un tale pensiero:
ma non ho potuto dirlo a nessuno, perché nessuno avrebbe inteso.

Quale “analista” avrebbe orecchie?, ma ormai vale l’inverso:
“analista” è chi ha orecchie per intendere.

giovedì 22 marzo 2012

 

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