L’ITALIA (…) FONDATA SUL LAVORO

“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”:
questo 1° Articolo della Costituzione italiana è il risultato di un lungo dibattito tra i “Padri” costituenti, anzitutto democristiani e comunisti.

La Costituzione non dice esplicitamente che si intende il lavoro salariato,
– cioè, complimenti a parte del tipo “non vedente” anziché “cieco”, il lavoro del “vile meccanico” (vedi Vile meccanico!, martedì 28 febbraio) –,
ma è proprio quello che intende:
infatti non è neppure concepibile un articolo della Costituzione che dica che l’Università, e in generale la Scuola, è fondata sul lavoro del 1° Articolo, e continua così da qualche millennio (ancora Platone).

Ciò che i Sindacati non possono dire è la verità più pratica perché più generale:
ossia che iniquo non è solo il salario basso, ma il salario stesso:
è il punto di partenza di Marx, ne ho già scritto a proposito della povertà secondo Francesco d’Assisi (Marx e Francesco uomini di pensiero, martedì 13 dicembre 2011).

A breve scriverò (ma lo aveva in fondo già scritto Marx) quale è l’equivalente del salario:
lascio pensare che cosa c’entrano Freud e il pensiero di natura.

giovedì 1 marzo 2012

 

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