“DIO LO VUOLE!”

Sabato domenica 24-25 marzo 2012
in anno 155 post Freud amicum natum

 

In Genesi nell’episodio del sacrificio di Isacco, nel secondo momento il Padre riprende il legittimo posto da cui “Dio” lo aveva sloggiato, e rimprovera Abramo dicendogli:
“Stupido criminale!, come ti è venuto in mente di obbedire al comando di quel tal ‘Dio’ di assassinare tuo figlio?!”.

Molto peggio del vitello d’oro:
non saprei se nel mancare questa esegesi gli ebrei abbiano fatto meno peggio dei cristiani:
alcuni millenni buttati via!

Mi è piaciuto ciò che ho scritto sabato-domenica 17-18 marzo del vero credente ossia che non aspetta:
cambia radicalmente il senso del vecchio “Dio lo vuole!” (“Sia fatta la tua volontà”), perché se io so volere, allora anche Dio (rivalutato, non criminale) lo vuole, e mi ci metto subito:
è qui chiaro e distinto il significato di “desiderio” come aver voglia.

Che anche Dio abbia voglia ne fa una persona seria, una seria persona, perché il principio di piacere non è natura bensì metanatura (non esiste desiderio animale):
Deus sive natura sottraendo a Dio il desiderio fa peggio che negarlo, lo annulla, ed ecco il parricidio.

 

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