2° UN LABORATORIO PER TUTTI

QUATTRO NOTE SULLA SCIENZA

 

Freud è stato il primo, ed è rimasto l’unico, a volere scientifico il pensiero come tale cioè in tutti – orientato quanto all’esperienza e al pensiero stesso –, a trasformare in laboratorio l’esperienza di ognuno, a procurare una competenza universale o il colto indipendente dalla cultura:
proprio per questo, tutto è stato fatto perché non venisse ascoltato.

É facile mostrarlo per il concetto che Freud considerava il pilastro della psicoanalisi, quello di rimozione:
consistendo questa nell’atto di Rossella o’ Hara
– “(io) non voglio pensarci oggi, ci penserò domani”, e così per tutto l’infinito dei domani –,
non c’è chi non lo possa osservare nell’esperienza propria e altrui;
così come può osservare ciò che accade nel fallimento di questo rinvio temporale di un proprio pensiero, analogamente al protrarsi del non assolvimento di un debito seguito dalla sanzione del creditore (“ritorno del rimosso”).

Posta la rimozione, Freud ne ha poi distinto la perversione, nella sua osservabilità nell’esperienza, come rinnegamento o sconfessione, anziché rinvio [1] , di un proprio pensiero.

Potrei proseguire con il concetto di illusione, e con l’intera batteria dei concetti freudiani anche nosografici, come le idee chiare e distinte di una scienza da colto indipendente dalla cultura.

Sappiamo che in maggioranza gli psicoanalisti hanno avuto il “complesso di inferiorità” verso la scienza, e cercato qualche buffetto di incoraggiamento da parte di qualche scienziato o almeno di qualche filosofo:
sappiamo però che un tale complesso non esiste, che esiste invece l’umiliazione dell’intelletto, tutt’uno con l’umiliazione materiale e sociale della maggior parte dell’umanità:
un’umiliazione compatibile con la peggiore brutalità e arroganza, che i peggiori regimi sanno arruolare.

Quella di Freud è amicizia per la scienza, così come per la logica:
ho già scritto che Freud è ciò che mancava alla logica per poterla considerare completa [2] .

___________

[1] Possiamo osservare che si tratta di inventario delle possibilità.
[2] Sulla relazione angoscia-principio di non contraddizione rinvio a: Maria Delia Contri, Angoscia, Sic Edizioni, Milano 2004.

giovedì 2 febbraio 2012

 

Su questo sito molte funzionalità sono rese possibili dall’uso di cookie (tecnici o di terze parti) che vengono installati nel Suo dispositivo.
Per l’uso dei cookie di terze parti abbiamo bisogno del Suo consenso: per sapere quali usiamo e come gestirli può leggere la nostra COOKIE POLICY e decidere liberamente quali attivare o come bloccarli; in questo caso alcune funzionalità potrebbero non essere più disponibili.