ORGOGLIO E SUPERBIA

Spesso “ci lavoriamo” i bambini come in gergo pugilistico si dice “lavorare ai fianchi”:
ci sono bambini che perdono ai punti (nevrosi, vedi Il piccolo Hans), altri finiscono precocemente ko.

Ce li lavoriamo colpendoli nell’orgoglio, intendo diffamando il legittimo orgoglio che è semplicemente un mite giudizio tecnico di lavoro ben fatto:
ne avrebbe ben d’onde il bambino di due anni perché, come ripeto a ogni svolta di strada, a questa età ha già superato Mozart due volte, il quale a sua volta non ha fatto che lavorare.

L’orgoglio è per avere coltivato il giardino, secondo l’indimenticabile slogan economico-politico di Voltaire.

La superbia è quella nel “narcisismo” in quanto questo è definito dal non lavorare, di testa per cominciare ossia imprendere:
l’innamoramento è il narcisismo non ancora schizofrenico:
zero amore, perché questo come il giardino è fatto di lavoro, cura.

PS

Un caso particolare di superbia o “narcisismo”:
l’intollerante non lavora, di testa anzitutto.

venerdì 11 novembre 2011

 

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