NON FARE AGLI ALTRI CIÒ CHE NON VORRESTI FOSSE …

Posto il dire come il primo dei fare, la frase termina con “detto di te”.

Resta solo da individuare i diversi “non vorresti”:
ingiuria,
diffamazione-menzogna,
censura
(lascio da completare o/e perfezionare i casi):
quando si parla di qualcuno cioè lo si presenta converrebbe avere presente questa serie di illeciti.

Contemplo anche l’eventualità di ciò che io stesso direi di me:
di solito nel dire ci presentiamo male.

Uno psicoanalista degno di questo nome partirebbe dal principio appena enunciato.

Inizia questa sera il Seminario di “Il Lavoro Psicoanalitico” nell’ambito dell’argomento dell’anno Il regime dellappuntamento, Seminario fatto per la presentazione di casi psicoanalitici:
ogni narrativa di casi li presenta nel loro rapporto con il regime dell’appuntamento, l’unico in cui la parola “rapporto” abbia significato:
nel regime dell’appuntamento, c’è quello psicoanalitico.

La narrativa non l’hanno inventata gli psicoanalisti:
la loro è, o almeno sarebbe se fosse, una narrativa in cui è implicata la diagnostica:
ma una diagnostica in cui quella clinica trova il suo quadro in una diagnostica non clinica.

Uno dei meriti di J. Lacan è di avere colto l’isteria come discorso:
pur di negarla, la cultura psicologica e psichiatrica da decenni è arrivata a negare perfino l’isteria clinica.

venerdì 18 novembre 2011

 

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