L’ANIMA E LA VELA

L’anima è la grande truffa del grande Truffatore, Platone.

Non c’è anima, c’è animazione.

I professorini spiegano, credendo di dire gran cosa, che questa parola viene da ànemos, vento:
non si rendono conto di che cosa hanno detto.

Ben venga l’ànemos, da velista non desidero altro, e lo prendo reale com’è:
io che sono senz’anima dispongo realmente la mia vela affinché prenda il vento, è questo a mettermi in moto, eccitarmi (non causarmi):
cominciamo a essere in due, io che ci metto la testa, e l’anima del vento.

Incontro molte anime o eccitamenti o anche vocazioni (non destini).

É a proposito di Steve Jobs che ho appena riparlato del bambino-Mozart:
a partire da neonato il bambino ci mette la testa per prendere il vento della lingua che ci mettono altri:
e in breve tempo l’ha preso così bene che non solo è diventato un eccellente velista, ma è anche diventato vento per altre vele:
ma in futuro farà bene a vigilare, e a fare società solo con velisti o aspiranti tali.

Qualsiasi cosa Steve Jobs abbia fatto, non ha superato il bambino di due anni:
ma non è un limite, il bambino è insuperabile, ha la marcia non la misteriosa “marcia in più”.

La patogenesi da trauma platonico dura da due millenni e mezzo, e sembra non esserci cura anzi c’è aggravamento:
la patologia parte da Platone (Idea sostituto del pensiero) e vi ritorna peggiorata (purificata).

martedì 11 ottobre 2011

 

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