“CINQUEMILA DOLLARI!”

[Medesima premessa di ieri e l’altro ieri.]

Nel film La valle dell’Eden Elia Kazan si è collegato bene a John Steinbeck nel rappresentare luminosamente il migliore rapporto di una madre con il figlio, riassumo brevemente.

Questa donna era rimasta un paio d’anni con il noiosissimo marito predicatorio, appena quanto bastava per il concepimento di due bambini lasciati poi in collo al padre piantandolo in asso.

Con gli anni uno dei due, James Dean, unendo pazientemente indizi e congetture, verso i vent’anni scopre che la donna si è fatta imprenditrice (un locale redditizio in una località non lontana), e decide di incontrarla.

Ciò accade su una strada che lei percorre di ritorno dalla banca verso il suo locale:
i due si guatano in silenzio percorrendo gli opposti marciapiedi (anche lei ha capito), ma giunti a destinazione lei ordina al suo buttafuori di impedire muscolarmente al giovane di entrare:
quest’ultimo però senza umiliazione non demorde, e giorni dopo riesce a raggiungere con un sotterfugio l’ufficio della donna e vi entra decisamente.

Questa volta lei non lo caccia, e ora avviene il loro appuntamento:
senza preamboli emotivi lei domanda: – “Che cosa vuoi?”, e lui in ugual modo risponde: – “Cinquemila dollari!”:
informata che si tratta di un investimento per un buon affare, non di un donativo, non esita a concedergli il prestito:
l’aggettivo “toccante” mi riguarda affettivamente in questo racconto.

Non che la genealogia non giochi un ruolo, ma è solo quello di fattore generico favorente la presa in considerazione, nulla a che vedere con “Figliommio!” o “Mammammia!”, il ridicolo serioso di “la carne e il sangue”:
genealogia non è discendenza-eredità.

Domanda e offerta si distinguono sì ma per posizione, sono intercambiabili.

Mi piace ricordare la similitudine – che quasi a nessuno verrebbe alla mente – con due parabole, quella dei talenti e quella del figlio “prodigo”:
che termina con l’elezione razionale di questo ad amministratore delegato (pranzo di rappresentanza, veste di rappresentanza, anello di rappresentanza), nulla del Buonpapà o Babbonatale che “perdona” il suo Figliommio”! un po’ discolo (“prodigo”).

Nel qualificare la fonte di finanziamento, non è rilevante che si tratti di donna o uomo, di madre o padre.

giovedì 27 ottobre 2011

 

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