UNITÀ DELL’AMORE, E IL “DIVINO PLATONE”

Ancora una parola non per la liberazione sessuale ma per quella dalla fissazione sessuale, millenaria e morale.

L’importanza illimitata dei sessi nella loro mite e libetale contingenza, deriva non dai sessi bensì dal loro destino come ho appena parlato del destino, dicendo che non c’è destino che patologico (Guarire dal destino, mercoledì 14 settembre).

Infatti, dopo la loro prima e precoce edizione d’infanzia, essi vengono subito rieditati come i danteschi vexilla regis inferni  [1]:
ossia come il prototipo dell’obiezione universale all’appuntamento, o anche, con la formula di J. Lacan, come “l’obiezione di principio al servizio da rendere all’altro”, e non intende solo né anzitutto il servizio sessuale:
peraltro reciproco in ogni persona di buon senso cioè passabilmente sana.

Ma tant’è, ragionerebbe la persona di buon senso, allora ripartiamo da qui, e trasformiamo in profitto anche una difficoltà o una contraddizione, o anche il peccato originale (“felix culpa” è già stato detto).

è ciò che ha fatto Freud.

Infatti egli ha fatto passare (con la mia collaborazione) l’universalità infernale di questo prototipo, che scinde amore e sesso, in un’idea nuova dell’amore, quella per cui “eros” e “amore” sono sinonimi, senza più la scissione ufficializzata dal cristianesimo tra eros e agàpe:
“amore” diventa il nome di una relazione non rosa da un’obiezione di principio, in particolare sessuale (“nulla ‘lo’ causa e nulla ‘lo’ proibisce”).

L’innamoramento è in sé un’obiezione di principio, popolarmente enunciato come “perdere la testa” cioè obiezione di principio al giudizio:
si “ama” a scatola chiusa, come con il cavallo di Troia.

Il vexillum infernale è stato precisamente individuato da Freud nella patacca universale, violenta nella sua stupidità, il “fallo” come l’unum che annulla la differenza sessuale costituendo la forma generale di ogni obiezione pre-giudiziale.

Ho già esaustivamente illustrato che la “castrazione” freudiana non riguarda un organo bensì l’unum sessuale in testa:
molti preferiscono perdere organi e altro ancora che questo unum del pensiero.

Se qualcuno dicesse che il nostro è un mondo del … fallo, detto nella volgarità italiana c…, e la nostra una cultura del c…, farebbe un corretto uso della volgarità a condizione di sapere ciò che dice:
insistendo sulla volgarità colta, dicevo già che il “complesso di castrazione” è di non-castrazione della testa di …

PS

In questi giorni in cui è tornato massicciamente il tema “pedofilia”, osservo che questa parola è un sarcasmo esatto nel suo significato di amore per i bambini:
essa designa l’amore per i bambini-angioletti ossia secondo la negazione della differenza sessuale:
ho già fatto osservare che i putti dorati delle chiese sono un’istigazione pedofila, e così le “nozze mistiche”:
Freud guarisce dalla pedofilia per il fatto di riconoscere la precoce vita sessuale dei bambini.

Scrive Freud che la “sessualità allargata” di cui si tratta coincide con l’Eros del “divino Platone” (Tre saggi sulla teoria sessuale, Prefazione alla quarta edizione, OSF 4, 450):
invito a discutere questo “divino”.

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[1] Inferno XXXIV, 1. Cerca e trova.

venerdì 16 settembre 2011

 

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