LA SCIENZA DEL BUON SENSO

Prima di Freud non c’era, c’era soltanto la presunzione di averlo (il buon senso) senza averla (la scienza):
sulla presunzione si esprimeva già Cartesio nel Discorso sul metodo:
“Il buon senso è al mondo la cosa più condivisa: infatti ciascuno pensa di esserne tanto provvisto … [eccetera]”.

Il “mondo” è privo di buon senso, è una vita di contraddizioni fatte per porre riparo a contraddizioni precedenti:
in economia ciò è ormai familiare, si producono nuovi debiti per pagare debiti precedenti, fino al minacciato default.

Mi è appena stato parlato di un libro su un pittore degno di ogni rispetto, libro definito “Saggio psicoanalitico”, semplicemente stupido:
se l’autore avesse scoperto qualcosa di nuovo su quel pittore, poi forse avrebbe potuto definire “psicoanalitico” il suo saggio (io ormai non lo farei).

Un altro esempio:
uno psicoanalista è lontanissimo dalla psicoanalisi quando anche lui dice “lapsus freudiano”:
“freudiano” designa non il lapsus bensì il semplice fatto che ci sono voluti millenni perché finalmente qualcuno avesse il buon senso di trattare un atto sorprendente, per esempio verbale, nella sua materialità (un nome al posto di un altro), senza più accontentarsi di liquidarlo come sbadataggine.

La serie di esempi è lunga, il sogno, il sintomo, azioni diverse tra le quali il libro:
un senso viene colto grazie a un incremento osservativo e inferenziale, in altri termini non si tratta di “punto di vista” psicoanalitico:
il punto di vista di Freud c’è ma è economico.

Tra gli esempi l’angoscia, che acquista senso dall’osservazione che un sentimento (“affetto”) non presenta una causa, e dall’inferenza di un anello mancante.

É il caso di riconoscere la psicoanalisi − che ormai tratto come subordinata di un pensiero che la precede − come la scienza del buon senso, pronunciando distintamente “buon” e “senso”
buon senso quanto al senso, incremento logico.

Prendo il “buon” come bonifica del senso, come si parla di bonifica di paludi:
dovremmo sapere che queste sono state bonificate non perché la gente si ammalava di malaria, bensì per il conseguente acquisto di nuovi terreni coltivabili o edificabili.

Come Freud mi dedico (con scarso successo come lui) alla bonifica della palude dell’amore con la sua mal-aria:
l’angoscia è la malaria di tale palude.

venerdì 30 settembre 2011

 

Su questo sito molte funzionalità sono rese possibili dall’uso di cookie (tecnici o di terze parti) che vengono installati nel Suo dispositivo.
Per l’uso dei cookie di terze parti abbiamo bisogno del Suo consenso: per sapere quali usiamo e come gestirli può leggere la nostra COOKIE POLICY e decidere liberamente quali attivare o come bloccarli; in questo caso alcune funzionalità potrebbero non essere più disponibili.