STARCI CON LA TESTA (bis)

Una breve coda all’articolo di ieri:
per una volta uso un’espressione che solitamente evito per la sua vaghezza se non equivocità, “bene comune”, per asserire che la psicoanalisi (poi il pensiero di natura) ha cura del bene comune, non del proprio “particulare”.

Ci sono persone che non solo non ci stanno, ma tengono anche a dichiararlo, che s-vengono sempre, che hanno in mano una specie di congegno automatico di dis-impegno metodico e anticipato appunto di s-venimento:
− che solo in pochi casi si esprime come il “classico” svenimento alla Charcot, che mostra attrici consumate in questo genere drammatico −:
è l’isteria, di cui sono affollate le case e le piazze.

Nulla a che vedere con la vecchia ideologia dell’impegno, è la testa che non ci sta.

La cura dell’isteria è disperante perché l’isterico/a (cioè nulla a che vedere con il sesso, donde l’errore della parola sessuata “isteria”) non lascia mai cadere il congegno, e assomiglia al pistolero western con la mano sempre vicina alla fondina.

Ci sono persone con cui non farei neppure il viaggio Milano-Roma, né ci andrei al ristorante, o al caffè, perché mi hanno già lasciato in asso ancora prima di cominciare.

Molto cognitivista l’isteria, mi sembrerebbe di andare a pranzo con un computer, o a letto, faccenda di … carrozzeria non rettangolare, istinto formattato con emozioni nella stessa confezione.

Con il cognitivismo io ho rapporti democratici, è solo un’idea di civiltà diversa dalla mia.

C’è poi il non starci perverso, che pochi sanno distinguere.

Non starci, con la testa anzitutto, significa antitesi all’appuntamento.

Starci con la testa significa il passaggio al pensiero come Istituzione, non inferiore a ogni altra, a essere ciò che ho chiamato cento volte la san(t)a sede del pensiero, a una sorta di modesta e mite [1] infallibilità senza essere Papa:
il sogno nel sonno è un caso di questa mite infallibilità, senza costi.

Ho scritto lo Statuto della Società Amici del Pensiero, SAP, uno starci sociale non associativo né di gruppo, testa senza Capo.

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[1] “Beati i miti perché erediteranno la terra”

mercoledì 4 maggio 2011

 

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