IL BELLO DELLA SLAVINA

Ho appena raccolto un sogno a due scene:

1. un uomo sfiora una membrana o pellicola toccandola come le corde di uno strumento musicale, e non possono esserci dubbi sul senso nonché sapore erotico dell’atto;
2. una donna proferisce l’espressione “bella slavina”, non lapsus ma ossimoro, perché una slavina è mortifera in opposizione a “bella”.

“Bello” ricorre due volte con rovesciamento nell’opposto (parlo di storia della Civiltà condensata nel sogno):
connesso al sesso (non solo femminile), aut autonomizzato dal sesso:
autonomizzato dal sesso, o corpo nella differenza, il Bello diventa Ideale minaccioso (slavina) come ogni Ideale, ha perduto il sesso ma ha conservato la minaccia.

Il “Bello” autonomizzato dal sesso lo conserva solo come “horreur fondamentale” (J. Lacan) o slavina, la testa di Medusa del tabù della verginità.

L’Idea o Ideale platonico era Kant in anticipo (de-sessualizzazione dell’Ideale).

Poi arriverà l’Idea mistica del “fare sesso” o incontro dei corpi come metafora della fusione degli spiriti:
fatta l’Idea mistica, il “fare sesso” sarà stato solo un ponticello, pedagogia naturale provvisoria, Cantico dei cantici delirato:
e lì “le ragazze” a sbellicarsi.

lunedì 16 maggio 2011

 

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