FREUD, L’ULTIMO DEI FREUDIANI? UN DEFENSOR IURIS

Sabato domenica 14-15 maggio 2011
in anno 155 post Freud amicum natum

 

[Ricevo da Sara Giammattei la segnalazione di questo passo non del tutto ignobile dall’ignobile libro di Michel Onfray, Crepuscolo di un idolo. Smantellare le favole freudiane, Ponte alle Grazie, Milano 2011, Prefazione p. 28.]

Concluderò questa analisi nietzscheana di Freud…con Nietzsche, il quale fornisce prima di lui una risposta alla domanda: Che fare della psicoanalisi? con questa frase dell’Anticristo. Sorretta da un formidabile humor, essa consegna una formula utile alla risoluzione del nostro problema: “In fondo c’è stato un solo cristiano ed è morto sulla croce”, scrive il padre di Zarathustra. Noi potremmo dunque aggiungere da parte nostra, felicemente complici del grande riso nietzscheano: “In fondo, non c’è stato che un solo freudiano ed è morto nel suo letto a Londra il 23 settembre 1939”. Tutto ciò non sarebbe stato particolarmente grave se l’uno e l’altro, Gesù & Freud, non avessero dato vita a dei discepoli, e a una religione che si è estesa all’intero pianeta. Spero di essere stato compreso: questo libro propone di ripetere il gesto del Trattato di ateologia [dello stesso Onfray, ndr], con un materiale chiamato psicoanalisi [fine del passo].

Quel “noi” non di gruppo né ristretto a un’Associazione, che è ripartito dal pensiero di natura per trovare esito nel legame sociale della “Società amici del pensiero”, comporta che Freud non è stato l’ultimo dei freudiani perché ne siamo eredi del pensiero amico del pensiero:
eredi meglio che discepoli, perché l’erede possiede (con annesso godimento) ed elabora (diversamente l’eredità si ammalora fino all’annullamento di possesso e godimento).

Poiché detestiamo l’indeterminazione dei concetti e amiamo le idee chiare e distinte, circoscriviamo due capitoli che connotano Freud preliminarmente a ogni altro,  1° rimozione e 2° analista come il nuovo laico:
1° la rimozione è l’atto temporale di Rossella o’ Hara (“non voglio pensarci oggi, ci penserò domani”), l’atto di un io nel conflitto (il pensiero come tale ma sotto le bombe dell’angoscia, anche detto “inconscio”), autonomo perfino nel non essere autonomo dal conflitto, e rimasto capace in questo anche nei peggiori compromessi patologici ai quali si asserve.

E’ sulla rimozione anzitutto che Freud è stato lasciato solo o ultimo dei freudiani.

2° l’analista è il nuovo laico introdotto da Freud nella modernità, nuovo rispetto al laico della modernità rimasto incompiuto (segnalo che “incompiuto” significa insoddisfatto o non concluso), e con questo è rimasta incompiuta la modernità.

Gli analisti hanno subito lasciato solo Freud nella sua Questione dellanalisi dei laici, rifiutandola e insieme non intendendola:
in essa Freud difendeva non la psicoanalisi bensì il diritto, ossia l’Ordinamento della pace:

la psicoanalisi difende, non si difende:
ma nella dura cervice gli analisti si sono sempre limitati a difendere la psicoanalisi come il loro “particulare”.

Infatti in questo libretto egli invita a constatare che l’atto dello psicoanalista è un comune atto umano, uno tra i possibili atti a libera disposizione dei cittadini, la cui libertà è costituzionalmente tutelata e, in quanto comuni, viventi nel regime del permesso giuridico e non in quello dell’autorizzazione a un esercizio non comune (come quello medico):
è sufficiente la descrizione di tali atti o fatti per sapere subito che nessuna forzatura potrebbe incolonnarli in un qualsivoglia esercizio autorizzato.

Nella situazione italiana posso paragonare Freud al Presidente Napolitano difensore della Costituzione.

Freud è defensor iuris, come lo sono io che mi sono anche fatto defensor fidei in quanto giudizio razionale di affidabilità.

C’è una relazione di questo secondo capitolo con il primo:
nel secondo vediamo rimosso il diritto stesso, impensato come semper condendum nella vita comune, ciò che ho chiamato “regime dell’appuntamento”.

A partire da queste due idee, prese da Freud e ulteriormente elaborate da alcuni come noi, Freud non è l’ultimo dei freudiani.

 

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