FARLA GROSSA

Nell’articolo di ieri che ripropongo (“Porco D..”, ovvero la bestemmia di Platone) l’ho detta grossa – e infatti sono stato consigliato di pensarci bene a pubblicarlo -, ma a pensarci bene grossa così-così, giusta-giusta, proprio come tante cose a portata di mano o sulla punta della lingua ma di cui non vogliamo sapere.

L’ultima ripugnanza del pensiero è proprio al così-così, al giusta-giusta, e la fa grossa come l’allergia per un fiocco di polline.

Passiamo la vita a, nel migliore dei casi, farla grossa invece che giusta-giusta, allora la facciamo ingiusta, per poi discettare sulla Giustizia.

Si tratta di G maiuscola anziché di giustizia giusta-giusta, proprio come con la Verità, V maiuscola anziché verità vera-vera senz’altro.

Si muore di G, V, I o ideale senza idee.

Le coppie giusto-giusto, vero-vero, si applicano a un’imputazione, premiale prima che penale come sottolineo da tempo:
ho iniziato a pensare che il passaggio a G e V e I discende dall’omissione del premiale, dalla mancanza del giudizio di beneficio o “principio di piacere” come principiale facoltà umana (subito corrotta).

mercoledì 18 maggio 2011

 

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