IL MIO CARO CARROZZONE

Sabato domenica 30 aprile – 1 maggio 2011
in anno 154 post Freud amicum natum

 

A domani sabato perché ora è tardi:
spero di scandalizzare ancora (non solo gente pia o devota), dopo esserci appena riuscito [1].

[Oggi sabato.]

“Non si capisce mai bene che cosa credono quelli che dicono di credere, e che cosa non credono quelli che dicono di non credere”:
è una delle battute più felici di J. Lacan
(fa il paio con quella di Chesterton, “Gli uomini sono pronti a morire per qualsiasi idea, purché non sia loro del tutto chiara”).

Essa potrebbe prefare Lavvenire di unillusione:
in cui si dice non che la fede è un’illusione, ma che i “credenti” si illudono di sapere il significato di “fede” (M. Lutero con tutta la sua enfasi sulla “fede” ha solo peggiorato le cose).

Ho appena affidato le mie conclusioni al Sito www.culturacattolica.it, un Sito con l’orzòs in regola, in una mia Rubrica finale chiamata “Catechismo dell’universo quotidiano”, con il titolo:
Il mio caro carrozzone.

In esso dico che non vedo perché restituire la tessera, io freudiano anche nelle virgole senza mai un “distinguo”:
non ho gettato mai nulla, ho riacquistato il rimosso senza continuare a subirne il ritorno, e sostituito la riforma con la rivoluzione (ri-Costituzione), lasciando cadere in desuetudine senza polemica.

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[1] Lo so da più reazioni ai miei recenti La passione dellultimo dei cristiani, giovedì 21 aprile, e Luigi Giussani, martedì 26 aprile.

 

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