IL SOGNO DEL VIGILE INURBANO

Sogno:
alla guida dell’automobile in prossimità di un semaforo si comporta come dovuto, attende che dal rosso passi al verde:
ma il sogno non termina qui, perché poi auspica che il Vigile urbano lodi il suo buon comportamento.

Va rilevata la discrepanza dell’auspicio, perché il suo non è stato un comportamento che implichi la lode:
non è stato un buon cittadino ma semplicemente un cittadino.

Infatti seguendo la legge, non solo valida ma anche utile per tutti, ha evitato sia la probabilità di procurare danno ad altri (che anche altri potrebbero procurare a lui) con le sue conseguenze penali, sia la probabilità di un’ammenda:
non si è trattato di un comportamento buono ma semplicemente prescritto,
− non per imposizione o imperativo: questa distinzione è importante perché il Diritto non è comando −:
è la differenza che c’è tra per-bene e per-un-bene (il “bene comune” se è è beni).

Il sogno ha fatto entrare in scena il Vigile in-urbano, inesistente se non come figura teatrale di un Ideale o Imperativo:
è l’Ideale astratto e generico di compiere azioni che sarebbero lodevoli non perché prescritte (che non sono lodevoli come tali), né perché profittevoli (che sono lodevoli perché c’è un beneficiario):
bensì che sarebbero “buone” solo per un Soggetto presupposto e irreale, che darebbe come lode la dubbia soddisfazione di avere agito per pura obbedienza, purissima perché non si è obbedito o dato retta o compiacenza a nessuno.

Abbiamo già visto che questa soddisfazione altro non è che la sedazione dell’angoscia, quella per cui I. Kant concludeva la sua vita con la frase “Es ist gut”, va bene così, çest ça, bravo!:
si contrappone frontalmente alla frase evangelica “Bravo servo buono e fedele” (perché ha raddoppiato il capitale ossia un bene).

Quasi tutti confondono soddisfazione e sedazione, oppio dei popoli con o senza religione.

A fare presupporre un Soggetto è solo l’angoscia, un inesistente feroce Padrone del mondo:
notevolissima la sicurezza con cui Freud ha riconosciuto nella Legge morale kantiana il “Superio”, spassionato e disinteressato, e feroce nonché osceno.

Questo Vigile è inurbano perché è un vandalo dell’urbs o città:
non dico che Kant era hitleriano, ma che Hitler era kantiano, proprio come Eichmann:
sono per la democrazia, come ho appena scritto, ma non per la democrazia kantizzata.

Io non vorrei essere “Dio”, perché è l’eterno sconfitto del Super(D)io.

Se in Cielo ci fosse La Madre, per “Dio” sarebbe finita e preferirebbe darsi alla macchia nell’ateismo:
per qualche tempo quest’ultimo gli ha dato asilo, con odio del Super(D)io.

giovedì 3 marzo 2011

 

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