HAMELIN: GENITOR(T)I E FIGLI

Ieri ho consigliato la lettura del Pifferaio di Hamelin dei Grimm.

Pattuito il compenso, il Pifferaio svolge con professionale coscienziosità il suo compito liberando la città dai topi:
recatosi poi a riscuotere la soddisfazione del patto, quei luridi borghesi di Hamelin gli rifiutano il compenso complicemente, come associazione per delinquere dei buoni:
allora l’indomito Pifferaio riprende da capo e, mentre i buoni cittadini sono in chiesa da buoni credenti (qui il narratore si prende lui una bella soddisfazione), con il rinnovato suono del piffero, competentemente non professionalmente, se-duce i loro bambini fino a una grotta.

Importante il finale anzi i finali, perché qui la novella si apre su più destini, in altri termini le più varianti narrative mostrano che il lettore non è soddisfatto dall’automatismo del credere a un finale-fotocopia dell’annegamento dei topi, come truce vendetta del Pifferaio parte lesa:
infatti uno dei finali, o delle “morali”, contempla, al termine della grotta, la fuoriuscita e trasloco dei bambini in Transilvania, dove i bambini formeranno una nuova società essendo finalmente diventati, grazie al Pifferaio e non ai genitori, giuridicamente capaci.

In altri termini ancora, i bambini sono felici di lasciare quei cialtroni di genitor[t]i
− ho voluto lasciare intatto il mio lapsus di scrittura −
che hanno rifiutato pubblicamente di onorare il patto (economico nel caso) con il Pifferaio:
scindendo così la loro relazione con l’universo da quella particular-famigliare con i loro “cari” marmocchi, “cari” solo perché privi di forma universale (come si dice “gravitazione universale”), tanto “concreti”.

Non è la prima volta che riabilito la parola “se-duzione”, che ha il significato di dare un passaggio cioè un trasporto, amoroso perché trasporto:
ecco la Űbertragungsliebe della psicoanalisi, amore di trasporto o, perché no?, di trasloco.

Dai genitori i figli ereditano, prima che i loro soldi, la loro relazione o mancata relazione con l’universo:
nella versione che prediligo, i bambini di Hamelin fanno beneficio d’inventario:
la psicoanalisi fa fare beneficio d’inventario, anche facendo giustizia del ricatto teorico della causalità.

I genitor(t)i non si devono amare (qualche volta può sì capitare ma senza dovere) bensì onorare (IV Comandamento), anche quando non lo meritano:
in questo modo i figli si risparmiano la fissazione ai loro torti, che è la vera “fissazione” (Freud).

PS

In data 24 ottobre 2009 lo “Studium Cartello”, oggi “Società Amici del Pensiero”, ha promosso nell’Aula Magna del Tribunale di Milano il Colloquio Difesa. Capacità del minore e Convenzione di Strasburgo sulla Convenzione (Strasburgo 1996) riguardante i Diritti del minore:
si tratta, per aforisma, del bambino del Pifferaio.

mercoledì 16 marzo 2011

 

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