COSTELLAZIONI E TERREMOTI

Sabato domenica 12-13 marzo 2011
in anno 154 post Freud amicum natum

 

Una costellazione è una “cosa” fissa da tempi immemorabili (alla lettera), e alla sua eternità nella memoria non si può fare niente:
in passato gli psicoanalisti usavano questa parola, non a torto.

A un mio cliente la cui vita e il cui pensiero è pura costellazione − nulla si muove e nulla si sposta −, ho suggerito di prenderne atto come verità, e di perlomeno finirla di dichiarare di avere il desiderio che qualcosa cambi perché non è vero:
gli ho anche consigliato di farsi monaco in una clausura assoluta, come nel maso chiuso in cui già vive.

Nell’ultimo anno ho completato il disegno della costellazione delle costellazioni, quella a quattro elementi o uomo vecchio.

In comune ai quattro c’è l’oggetto, ma non ricomincio:
non c’è cambiamento che per spostamento dall’oggetto alla partnership su materia prima, con il che anche la parola “amore” può acquisire senso e significato, dopo la sua lunghissima stagione di insensatezza e insignificanza.

É con malcelata felicità che in fondo accogliamo la notizia del terremoto-tsunami in Giappone almeno perché ci seda (la mia non è un’osservazione nuova né originale):
conviene riconoscere in noi il pensiero che se potrà succedere qualcosa sarà grazie a tali fenomeni naturali.

Non è da ieri che si pensano sul modello naturale anche gli eventi sopra-naturali, il vecchio buon Deus sive natura:
e in fondo la storia del cristianesimo è stata spinoziana nell’attendere il mutamento del “cuore” dell’uomo ad opera della potenza (sopra-)naturale di “Dio”-tsunami.

Se dovesse risultarne la cancellazione della nostra vecchia razza, con mesta soddisfazione non verseremmo una lacrima.

 

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