LA PACE DEI SENSI

Cosa non si farebbe per la pace dei sensi!, per esempio l’odierno collettivo raptus eroto-mane, maniacale molto e erotico poco, perché non basta la ragazza a fare eros, e neppure il ragazzo.

Lunedì sera a lInfedele (puntata storica) ho udito Signore, virtuose o diversamente virtuose, diversamente imbarazzate o goffe quanto al sapere che farsene della differenza sessuale (essere bennate non serve a saperlo ma solo a celare meglio l’ignoranza).

Il merito delle p…te o m…tte è quello di avere una risposta (nel valore di scambio o equivalente), che non è un gran che ma è una risposta, che ha una vastissima e insospettata rappresentazione sociale con più varianti quanto all’equivalente.

In generale, Signore virtuose o diversamente virtuose, e i Signori oggi alla sbarra non meno imbarazzati e goffi,  non aspirano ad altro che a … far“la” fuori:
non la celebre “la” bensì la differenza:
variano solo i modi, tra i quali quelli di Signori indagati per che cosa?, per il loro modo di farla fuori non necessariamente di rilievo penale.

Gilles de Rais o “Barbablu”, oggi tornato in un altro … modo (senza brutalità, magari con tanta filìa), ha rappresentato uno dei modi:
il modo feticista-pedofilo è il più prossimo all’estinzione (dei sessi) o soluzione finale, finalmente!

In generale, assistiamo a una riedizione di un’antichissima accusa al Creatore:
cosa gli è venuto in mente di creare la differenza sessuale (non le “due metà del cielo”) che ci priva della pace dei sensi?:
che cosa gli è preso, non poteva lasciarci in … pace?

La pace dei sensi quando non è meta come pace dei corpi è mortale.

C’è qualcosa di mortifero – peggio che terroristico -, in tutto questo di fronte a cui nulla possono i criteri morali tradizionali, religiosi o laici, né quelli politico-istituzionali moderni:
parlo dell’ormai vecchio mondo, quello affrettatamente chiamato “moderno”.

L’“uomo vecchio” non muore mai, resiste senza Opposizione facendo morire:
all’irriducibile uomo vecchio serve un bivio, non una riforma dei costumi.

Serve una riforma economica inclusiva dei costumi, con sovranità individuale:
in particolare serve un’economia non prostitutiva della differenza dei sessi, ma economia.

mercoledì 26 gennaio 2011

 

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