LA SOLITUDINE DI FREUD E DI J. LACAN, O UN ATTO A VENIRE

L’espressione lacaniana “un atto da venire ancora” [1] è stata − io penso con assunzione senza presunzione − soddisfatta da me, con l’introduzione dell’Amicizia del pensiero e della Società avente la medesima sostanza grazie alla sua san(t)a sede individuale:
domando, non si capisce niente di ciò che dico?

A. Prima, è venuta la solitudine di Freud, patente e patetica non nel suo iniziale isolamento, bensì nei suoi rapporti con seguaci poco seguenti e conseguenti, e consumatasi nel 1927 [2]:
Freud ha proseguito il suo lavoro senza interrompere i (non-)rapporti con essi, neppure in quella forma associativa o di “massa” o gruppo cui lui stesso aveva dato vita, inizialmente a Vienna (una “Banda”, la chiamò rivolgendosi a L. Binswanger).

B. Poi, a sua volta J. Lacan ha dichiarato di essere sempre stato solo [3], e che i suoi Scritti erano una “pila disertata” dagli stessi seguaci:
a differenza da Freud, è arrivato a dissolvere la Scuola da lui fondata (École Freudienne de Paris) per fondarne un’altra (École de la Cause Freudienne) ma non differente dalla prima quanto alla sua natura di gruppo [4] o insieme, un insieme che nei suoi ultimi anni di Seminario ha criticato nel suo non inutile matematismo.

C. Reso forte da queste due esperienze [5], ho a mia volta compiuto un atto (senza Assicurazione né garanzia umana o divina) consistito nel riabilitare la solitudine, e esente da ogni illusione prometeica [6].

1° l’ho fatto con una manifestazione estensiva, dichiarativa e cartacea, ossia l’atto di scrivere lo Statuto di una “Società Amici del Pensiero [7], non più una Società di psicoanalisi:
la novità è che l’Amicizia del e per il pensiero implica il pensiero di Freud e ha la psicoanalisi come applicazione secondaria:
“secondario” non significa meno importante bensì derivato, e desiderabile è vivere di derivati (non tossici).

2° ma questa è semplicemente la manifestazione, e perfino il Manifesto, di un atto istitutivo − tra tutti il più modesto senza superiori: la modestia non è inferiorità −, quello in cui l’individuo si fa eremita, single (stanza con due uscite-entrate ma non ripeto) cioè Istituzione:
ossia fonte del giudizio più semplice e universale, “mi va”, nella mirabile precisione e complessità linguistica dell’espressione, il massimo della competenza o potenza del pensiero perché unisce due giudizi:
“va”, ossia ha un moto proprio,
“mi”, ossia con-viene con il mio moto,
fuori dal quale giudizio c’è solo il regno dell’infantilismo (che ex-clude il bambino):
vado ripetendo che il nostro mondo è il regno dell’infantilismo.

Freud poi J. Lacan non riuscivano ancora a sub-ordinare, anche lessicalmente, la psicoanalisi all’orto-pensiero individuale come pensiero economico e giuridico autonomo, prima di ortodossie istituzionali impropriamente dette:
questa improprietà ha fatto molti cadaveri, inoltre ha allontanato dall’idea nonché gusto di ortodossia cioè il giudizio “mi va”, generalmente disertato.

Un mio beneficio secondario in questa riabilitazione della solitudine, è che non devo lamentarmi di nessuno ma godere di quelle Amicizie che come tali non mi lasciano solo.

Un altro beneficio è che non mi faccio illusioni, ma questa frase non ha più il sapore della disillusione o del disincanto, né la sua pratica è decostruttiva.

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[1] Pour que la psychanalyse par contre redevienne ce qu’elle n’a jamais cessè dêtre: un acte à venir encore […], Introduction de Scilicet”, in Scilicet 1, 1968, p. 9.
[2] Mi riferisco al rifiuto di intendere, peggio che opposizione, della quasi totalità dei suoi seguaci riguardo alla sua Questione dellanalisi dei laici. Oggi non è cambiato nulla. Lo stesso J. Lacan non ha raccolto cioè commentato benché si definisse “commentatore” di Freud.
[3]Tou seul que jai toujours été dans mon rapport à la cause psychanalytique”.
[4] Sono stato Membro della prima e lo sono della seconda.
[5] Da me stesso ripetute con una compulsione rinforzata e tentata dalla storia appena accennata.
[6] Continuano tutti a non ricordare che Freud è stato l’unico, nella Modernità, a denunciare Prometeo come truffatore e non benefattore dell’umanità. Io ho proseguito denunciando la truffa melanconica di Antigone (“non per odio ma per amore”).
[7] Società Amici del Pensiero. Statuto, Sic Edizioni, Milano 2010.

giovedì 2 dicembre 2010

 

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