LA SAP E “IL MALE”

Sabato domenica 6-7 novembre 2010
in anno 154 post Freud amicum natum

 

So di avere avuto una bella pretesa, pur non essendo una pretesa ma un’ambizione … sfrenata:
quella (uso per un momento i vecchi termini freudiani) di sostituire
− nella realtà psichica ossia nel pensiero come realtà estesa come lo è la res extensa cartesiana −
al “fantasma” il pensiero logicamente sano (quasi nessun logico ammetterebbe questa coppia di termini), orto-dosso in proprio non per militanza di un’ortodossia prescritta:
ossia l’ambizione di liberare il pensiero da una Teoria inconsistente in ogni senso, e perfino sciocca, ma occupante il pensiero come una forza d’occupazione, che fa da condizione di ogni … male.

Lo “scarrafòne” di cui vado parlando, oggetto a, è il topolino partorito dalla montagnola sterile della Teoria.

In questa, la più impotentemente potente è quella dell’amore presupposto, o “esigenza di amore” (“Lassù qualcuno mi ama”), da cui discende (logicamente) l’angoscia, e poi ogni male:
quante volte ormai ho detto che la paroletta “inconscio” designa il pensiero come tale, la casa dell’io, quando l’io ne è fuggitivo sotto le bombe (dell’angoscia).

La Teoria da cui dipenderà il male è certo una cattiva idea, ma una cattiva idea viene primariamente come idea, non come cattiva:
e infatti l’idea dell’omicidio, non perché lo pratico, mi rende morale non immorale:
sto seguendo un filo di pensiero suggerito da Mariella Contri, che ha appena aggiunto che la perversione non è originaria, e che l’invidia è subalterna non “prima” come credeva Dante:
non c’è Male presupposto o assoluto.

Ancora-ancora, potrei anche credere che esista il Diavolo come un Tizio che ne combina delle belle, o brutte, ma non a “Il Male” incarnato in un Tizio.

Ho già scritto che il Diavolo è solo il primo idiota (o demente in lessico kraepeliniano), che poi nella sua “inaccessibilità narcisistica” milita la demenza:
nella tentazione nel deserto Gesù non fa che togliersi un sassolino dalle scarpe, mostrando al Diavolo quanto è cretino, o Narciso.

Il “Diavolo” ha come unico programma “intelligente” quello di rendere tutti cretini come lui,così che rien ne va plus:
in molte coordinate politiche e culturali odierne sembra avere un successo incontrastato.

Freud descriveva l’“inaccessibilità narcisistica”, che è inaccessibilità alla verità − sì, proprio “verità” − dello schizofrenico, che si è venduto per meno di un piatto di lenticchie a un’Idea banale e pateticamente falsa:
dico “meno” perché da bambino amavo tanto le lenticchie da capire quello sciocco di Esaù.

Nel male non c’è nulla di misterioso, non c’è “mistero del male”:
se proprio devo lasciarmi andare, concedo la parola “mistero” per l’esistenza non causata del pensiero, foss’anche il peggiore, e del pensiero come corruttibile solo da una Teoria.

Ammetto però infelicemente che a volte, nella mia ambizione, mi sembra di non cavare un ragno dal buco (non sono il primo cui succede), salvo poi trovare incoraggiamento da amici (del pensiero, altri non ne voglio perché non esistono):
incoraggiamento a parte, sono associato o associabile a amici del pensiero, fino a inventarne la Società.

 

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