IPOTECA UNIVERSALE

Ho un figlio, non l’Idea del figlio, almeno mi e gli auguro.

Se la ho − l’Idea non il figlio −, mio figlio avrà come unica eredità un’Idea in testa come un tumore precoce, un’ipoteca, che sarà incessantemente pagata senza vantaggio neppure per l’Ideante,
− un Ronzinante che fa ronzini, R fa r −,
che era a sua volta un Ideato.

Il figlio sarà debitore di un credito che a sua volta è un debito del genitore.

Mi torna alla mentre quella frase notissima:
“Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo [ossia senza ammazzarli, ndr] ai nostri debitori supposti creditori”.

Mi è facile tornare a quel lapsus frequente che ho già segnalato:
“Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri genitori”.

Riassumo gli articoli recenti in cui non ho fatto che parlare di ciò:

Finis terrae dementiae, giovedì 7 ottobre
Politica e puerilità, mercoledì 6 ottobre
Essere amato: scarrafòne ovvero Narciso, martedì 5 ottobre
Un caso di scarrafòne: l’“intelligente”, lunedì 4 ottobre
Scarrafòne e tempo, mercoledì 29 settembre
Tre oggetti, martedì 28 settembre.

venerdì 8 ottobre 2010

 

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