TENERE IN PIEDI

Un’altra di quelle storielle che usano l’aria sciocca come espediente per l’effetto umoristico:
Vi si narra di un Tale con numerosa famiglia a carico che era proprio un brav’uomo, teneva in piedi tutta la famiglia:
come?:
per pagare i debiti aveva venduto le sedie.

L’effetto comico trova il suo limite nel fatto che la storiella è anche una parabola del momento politico attuale, cioè poco da ridere:
al quale momento si attaglia anche un’altra battuta:
“Battere il mea culpa sul petto altrui.”

L’effetto comico rimarrebbe senza limiti se agisse in anticipo, ossia se i famigliari avessero iniziative proprie, senza aspettare quella vendita ossia senza vivere nell’economia del debito o, che è lo stesso, nell’economia della sopravvivenza che è debito lentamente amministrato:
rammento quella stolida frase sapienziale “Dobbiamo una vita alla morte” (bum!), che è il motto fasullo dell’economia dei poveri.

Tempo fa ho informato che non trovo affatto stupida l’idea francescana di “povertà”, non come il “santo” masochismo della cassa vuota, bensì come la rinegoziazione di un rapporto capitale-lavoro tale che il lavoratore sia competente non solo del suo lavoro (senza capitale) ma anche del rapporto stesso (con capitale), ossia che il pensiero del lavoratore includa il Marchionne-pensiero senza prenderne il posto.

La proprietà, privata o no, dei mezzi di produzione riguarda anzitutto il pensiero:
Marchionne si troverà a discutere con altrettanti Marchionne, e questo non è corporativismo bensì comunismo del pensiero:
il comunismo storico (micidiale) è stato teologico (e per questo micidiale), ossia il lavoratore non sapeva e non doveva né voleva sapere nulla del capitale e del rapporto lavoro-capitale, così come l’uomo non deve sapere nulla del rapporto uomo-Dio, anzi del rapporto, produttivo per essere tale.

A questo sapere comune Marx ha aspirato, il che non lo rendeva simpatizzante del sindacalismo:
non sono contrario ai Sindacati, ma sono contrario al sindacalismo come forma del pensiero − tavolo delle trattative −, che rende poveri non francescani.

giovedì  30 settembre 2010

 

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