LA VIGNA (BIS): VINIFICAZIONE O INFERNO

Sabato domenica 25-26 settembre 2010
in anno 154 post Freud amicum natum

 

Si veda La vigna di mercoledì 15 settembre.

Isaia 5, 1-6:

“Canterò il canto del mio amico per la sua vigna.
Il mio amico possedeva una vigna sopra un fertile colle.
Lo dissodò, lo sgombrò dai sassi e vi piantò una vite pregiata, in mezzo vi costruì una torre e scavò anche un tino.
Se ne aspettò buona uva, invece produsse uva selvatica.
E ora, abitanti di Gerusalemme e gente di Giuda, siate giudici tra me e la mia vigna:
che cosa potevo fare ancora per la mia vigna che io non abbia fatto?;
perché mentre speravo di avere buona uva, ha prodotto uva selvatica?
Ora voglio che sappiate ciò che farò alla mia vigna:
ne toglierò la siepe e si trasformerà in pascolo, ne demolirò il muro di cinta e verrà calpestata, diventerà una macchia, non sarà potata né vangata, vi cresceranno rovi e pruni, proibirò alle nubi di farvi cadere la pioggia.”

La vigna significa vinificazione, è a questa che fa resistenza l’uva selvatica, e la vinificazione è modo di produzione del vino:
o dello champagne, e come molti anni fa chiamo anche il nuovo costrutto, detto “Società Amici del Pensiero”, “Club dello champagne”, produttori e consumatori.

Il modo di produzione è in capo a ognuno, così che se questi andrà all’inferno ci andrà da solo, senza bisogno che qualcuno ce lo mandi, né abbia interesse a farlo né a configurare o organizzare l’“Inferno”:
nessun Giudice si prenderà l’inutile briga di mandarcelo, né di sprecare carbone o di pagare il personale diabolico:
sono anni che porto alla luce l’errore tradizionale sul Giudizio universale, o finale o ultimo.

L’inferno è l’angoscia senza più poterla sedare neppure con la perversione.

 

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