INUTILE ACHILLE, E LA PSICOSI-E-PERVERSIONE

Alla conquista di Troia il “grande” eroe o super-eroe Achille non è servito proprio a nulla:
ha solo fatto i suoi più o meno encomiabili numeri, morto più morto meno, e alla fine ha dovuto riconoscere che il premio ricevuto non gli dava alcuna soddisfazione.

Ma non c’era bisogno di inventare l’anti-eroe, come il cinema ha fatto.

A Freud non è mai stato perdonato di avere imputato Prometeo − l’Eroe della Civiltà o Kulturheros − per avere derubato l’umanità della soddisfazione.

Forse io non sarò perdonato dalla Marvel di criticare quegli stucchevoli Supereroi, ma avrebbe torto:
infatti le riconosco il merito di avere prodotto e disseminato capillarmente un test psicodiagnostico di psicosi latente, incipiente o tentante.

Chi non ne è stato tentato scagli la prima pietra:
e anche chi non c’è dentro fino al collo, rammentando l’impeccabile correttezza sociologica del detto popolare “Non tutti i matti sono in manicomio”.

La classe operaia non va in Paradiso:
la psicosi neanche.

La perversione neppure:
ma chi sa farne la diagnosi differenziale?:
sono veramente da differenziare?
(quesiti di Freud sempre rimasti inevasi).

venerdì 24 settembre 2010

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