IL TAVOLO DELLE TRATTATIVE: PSICOLOGIA, ECONOMIA, POLITICA

Il tavolo delle trattative, quando è principio di vita individuale si chiama nevrosi ossessiva:
ci sono sempre due metà campo, ma solo perché prima si è tirata una linea.

Quando è principio di vita politica si potrà anche chiamare diversamente, ma se cambia il nome non cambia lo schema d’azione.

Il principio è la guerra ma tenuta a bada, fin che dura, dalla trattativa sulla linea:
anzi, il principio della linea è l’omicidio, seguirà la fragile alternativa:
tra un rinvio bonario, tollerante e magari donativo, che tanti chiamano sciaguratamente “amore”
(per “amore” uno potrebbe anche dare la vita, ma è solo contabilità cioè un morto c’è stato),
e l’omicidio effettivo:
è per “amore fraterno” che Caino uccide Abele, i due sono intercambiabili, ambedue relativi alla linea che divide i loro campi:
tra loro non ci sono affari, che sono l’unico registro della pace ossia del benessere.

Il tavolo delle trattative si sposta anche tra uomo e donna, Gentiluomo e Gentildonna, sulla linea del tabù della verginità, sempre virtuale e poco virtuosa.

Freud ha chiamato “parricidio” l’omicidio per principio, senza bisogno che venga ammazzato il papà:
che però ne è almeno toccato ogni qual volta il figlio tratta con lui su una linea di demarcazione:
quanti figli trattano col padre come tra Gentiluomini?, appunto il tavolo delle trattative:
nel parricidio è sotto negazione il fatto che “padre”, quando significa qualcosa, significa “eredità”, non amorosità né dono.

Il tavolo delle trattative uccide l’appuntamento, amore non è parlare d’amore ma parlare d’affari.

Ho scoperto volentieri Muhammad Yunus, economista e banchiere, Nobel 2006, inventore del microcredito, che si è mosso in questo senso:
è fuori luogo chiedersi se Yunus ha sentimenti caritatevoli, se ama l’umanità, se il suo cuore è esacerbato dalla povertà:
semplicemente, ha pensato economicamente, e se la parola “amore” regge è solo perché designa un pensare economico senza linea di demarcazione né tavolo delle trattative (quando Yunus ha iniziato non lo ha ascoltato nessuno, né lui ha insistito per farsi “capire”):
l’amore se è è imprenditoriale.

Ciò cui lavoro è a promuovere gli affari come dimensione ordinaria del pensiero, diciamo pure come psicologia.

La “Psicologia” che conosciamo è una psicologia dei poveri, idem la politica:
vorrei molti Yunus della politica, ma non ne vedo.

Che “Dio” ci salvi dall’amore dei genitori o dei politici che amano per “Amore”!:
l’Ideale uccide molto, anche l’amore.

Povertà, ignoranza, psico(pato)logia, sono dei prodotti con un modo di produzione, non dei dati iniziali.

Non sono contro il sindacalismo, ma la linea di demarcazione o tavolo delle trattative che lo contraddistingue  è tentante:
il sindacalismo della vita quotidiana, la vita come contrattazione, è grave anche patologicamente.

giovedì 9 settembre 2010

 

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