I SANTI GHEDDAFI E AHMADINEJAD

Sabato domenica 4-5 settembre 2010
in anno 154 post Freud amicum natum

 

Come i Santi Cirillo e Metodio patroni d’Europa, oggi Gheddafi e prima di lui Ahmadinejad si propongono come i nuovi evangelizzatori dell’Occidente, con esplicito invito a convertirsi all’Islam:
sono stati logici, come già il Profeta Mohammed circa quattordici secoli fa:
logici perché ormai eravamo a un soffio.

C’eravamo un millennio fa, quando Anselmo d’Aosta, “Santo”, ha fatto proprio il primo e unico postulato dell’Islam, quello per cui “Dio” significa “Dio è il più grande”:
dal quale Anselmo ha dedotto geometricamente l’intero cristianesimo, appunto more geometrico (come poi per un altro verso B. Spinoza, il super-scomunicato).

Kant ha denominato “argomento ontologico” quello di Anselmo (sul quale almeno Tommaso d’Aquino trovava da ridire), pur avendogli preferito l’argomento etico, e noi vediamo diffusamente un cristianesimo kantizzato (cose da non … credersi!):
… vedo benissimo un kantismo islamico, e d’altronde l’Imperativo categorico è bene assestato nell’Islam:
del resto Kant, che storceva il naso alla religione cristiana, oggi si convertirebbe all’Islam. “nei limiti della pura ragione”.

Ma a ben vedere ci eravamo portati vicini già sedici secoli fa, quando abbiamo classificato il cristianesimo come religione:
trascorsi più di due secoli, il Profeta Mohammed ha dedotto, più logicamente di Agostino, che se proprio religio doveva essere, allora quella vera non era la cristiana bensì l’islamica:
tra l’altro, così facendo ha anche scoperto una saldatura Religione-Potere più forte di quella di Costantino.

Sappiamo che l’Islam va pesante con i musulmani convertiti alla religione cristiana, ma la pesantezza non è nella logica bensì nella saldatura tra logica e Potere.

Nella logica non trovo nulla da ridire:
posto Lavvenire di unillusione di Freud, alla domanda “quale avvenire?” Gheddafi ha inconfutabilmente risposto:
l’Islam, solo l’Islam, e io aggiungo:
l’Islam solo, perché lascio tutta la Religione in monopolio al Profeta Mohammed:
all’Islam potrebbe fare bene sperimentare i rudi beneficî che derivano dalla solitudine senza sponde, ossia privato della frivola favola societaria delle “tre religioni monoteistiche” in oligopolio, o favola dei “tre anelli” fatta per drogare le menti.

Uno dei primi francesi convertiti all’Islam è stato un celebre intellettuale e comunista francese, Roger Garaudy, prima protestante poi cattolico infine islamico (nel 2002 ha ricevuto in Libia il Premio Gheddafi).

L’Islam è il prodotto finale della irreggimentazione religiosa del cristianesimo, cioè di un accanimento religioso che ancor oggi dura duro come il ferro:
mi sento ancora chiedere che cosa mai io voglia dire, mentre è un truismo.

Quell’accanimento è duro e illogico, perché non era in alcun modo religioso il dato propositivo di un individuo precisamente individuato, Gesù, che con il suo personale cogito aveva formulato proposizioni chiare e distinte, coerenti e consistenti, non bisognose di mutuare da altrove la loro razionalità:
infatti “incarnazione” significa Qualcuno che apprezzava e desiderava diventare e poi restare un uomo come propria soddisfazione (estendibile ad altri), così che “Dio” acquisiva il significato di un progetto al futuro anteriore, ossia di quello che sarà-stato un uomo:
Gesù ha fatto ciò che ha fatto perché questo era il suo principio di piacere:
nulla a che vedere con un Dio che si sarebbe “calato” sulla terra per fare la carità, con moneta di sangue, a noi poveri disgraziati.

Quanto a me non accetterò l’invito di Gheddafi, non perché io abbia un’altra religione ma perché non ne ho nessuna, e non sono interessato ad averne (senza per questo essere un pagano o un “gentile”, né un miscredente):
non sono né religioso né platonico, una formidabile perfida accoppiata che è stata il Gatto e la Volpe del cristianesimo.

Poiché io, single o eremita, considero la Chiesa come una Società derivante dal cogito irreligioso di Gesù come Istituzione del pensiero, rimango cattolico in tutti gli articoli cattolici − papa, messa, dogmi, sacramenti, diritto −, e non penso proprio che verrò scomunicato per l’irreligione di Gesù:
d’altra parte, non mi disturba il fatto che la maggioranza dei miei Soci in tale Società siano o si credano religiosi, perché pratico la tolleranza nella pace.

 

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