CILIEGIE, TESTE, PERVERSIONE

[Precede l’articolo “… con la testa insanguinata, o la banalità della perversione”, lunedì 6 settembre.]

Il difensore di “La Vita” direbbe, come la canzone, che gli atti di staccare teste e staccare ciliegie sono il medesimo atto (fattore quantitativo a parte), e che la differenza sta nel valore, assoluto quello delle teste e relativo quelle delle ciliegie:
il falso così sostenuto senza parere, o perversione (“sono come” le ciliegie), non è rassicurante, dato che non si tratta in nulla del medesimo atto:
infatti quello del tagliare teste interrompe un universo di atti
− quelli di motricità-sensibilità-pensiero ossia di quel composto che chiamiamo “uomo”, o anche del.corpo come corpo dell’atto: ecco perché aveva ragione Freud nella parola composta io-corpo, Körperich −,
che è universo perché è relazione (non interazione) con l’universo degli atti di tutti gli altri:
questa relazione è il senso di ciò che chiamiamo “diritto” (ma anche “morale”, qui non sottilizzo), l’individuo non è minore di “tutti” come superiore.

L’omicidio è un attentato all’universo, uno e tutti.

“Non ammazzare” è veramente … divino, anche se non è non è necessario postulare un “Dio” legislatore del comandamento.

Sono per l’abolizione della pena di morte, ma non in nome dell’ assoluto valore “vita” − in nome dell’assoluto si può ammazzare molto e lo si è fatto −, bensì perché dal capestro o dalla lapidazione non si salverebbe nessuno (Amleto):
rammento che la Bibbia ha proibito di giustiziare Caino (vedi l’articolo di ieri).

L’uccisione del pensiero (il Seelenmord del Presidente Schreber) è omicidio o almeno tentato omicidio, perché senza pensiero il corpo è un cadavere, che è il massimo dell’irrealtà:
la coppia “vita e pensiero” è tentante, perché invece vita è pensiero, e alla perversione basta togliere un accento per togliere una testa.

Sono difensore della vita perché difendo il pensiero.

Nella parabola del buon Samaritano non si tratta di samaritanismo ma di ricostituzione della possibilità dell’atto, quello di motricità-sensibilità-pensiero detto “uomo”.

Continuo senza ripetermi a … valorizzare Freud in quanto quello che ha scoperto il pensiero come legislatore − solitamente massacrato come il disgraziato del Samaritano − dell’atto economico (non ve ne sono che non lo siano).

venerdì 10 settembre 2010

 

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