“LA NATURA”, E LA PERVERSIONE

Per qualche mese ho adottato la parola “truismo” anche per negare con ovvietà la naturalità del vino, e non solo dello champagne:
infatti − mi ripeto − il vino non ha origine naturale dall’acino bensì ha origine metanaturale dall’atto di pensiero che congettura per l’acino un destino che alla natura non poteva neppure venire in … mente.

Inoltre, benché da giovane analista avessi già una certa cultura filosofica, la filosoficamente celeberrima parola “natura” ha attizzato il mio intelletto grazie a una mia cliente del meridione che appunto “la” chiamava sempre “la natura”:
ora, non occorrono studi filosofici per sapere che questa celebre “la” o “cosa” o “natura”, nelle sue vite anche mentali multiple, nei suoi destini molteplici anche catastrofici, non ha nulla di naturale malgrado, diciamo così, il suo celebre e perfino adorabile acino (ma dovrei cambiare frutto metaforico):
come il vino, nulla è più metanaturale, meta-fisico:
ma non mi illudo che i Prof metafisici si convertano a questa metafisica, anzi sono proprio loro, nella loro storica incidenza sulla lingua, ad avere indotto la mia cliente meridionale a chiamar“la” “la natura”.

Osservo come la duplice Teoria fasulla (vino, “la”) sia popolare, intendo il Buonpopolo dei miei ultimi articoli, un popolo tanto “concreto” ossia avvilito nel piscio della sua concretezza come Narciso che ci si siede e specchia.

Non penso che i Prof possano fondarsi sull’esperienza professional-naturale dei ginecologi, che di “la natura” si intendono poco come tutti (ricordo preziose sedute con una mia cliente ginecologa, letteralmente sbalordita da “la”):
è di vecchia data la mia battuta che anche i ginecologi di chiara fama continuano a credere che i bambini li porta la cicogna
(so che la battuta non è esatta, lo diceva già Freud, troverò di meglio).

É dalla metafisica che sono ripartito nel 1994 con il mio Il pensiero de natura, in cui illustravo la “pulsione” di Freud, legge di moto, come metafisica, legge non data in natura, neppure dal Buondio creatore (che non ha dato neppure la legge di “la”):
la parola freudiana “metapsicologia” è equivalente a “metafisica”, rinnovandola.

Un intelligente psicoanalista americano nemico di Freud, all’inizio degli anni ’80 ha scritto un libro per proporre l’abolizione della parola “metapsicologia”:
come nemico aveva ragione, perché è la prima parola freudiana.

Dovremo venire presto alla perversione non come contro-natura ma come contro-pensiero nell’atto linguistico (due millenni persi):
la “Società Amici del pensiero” dovrebbe sentirsi mobilitata, eccitata:
o mai, come da sempre?

mercoledì 30 giugno 2010

 

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