DIRITTO E AMORE: VIVA ULPIANO!

Eneo Domizio Ulpiano, giurista romano II secolo-228, Regole.

Ulpiano sarebbe caduto dalle nuvole se gli avessero detto che la sua frase, se applicata al pensiero, era suscettibile di definire anche l’amicizia del pensiero, ma erano le stesse nuvole, oggi peggiorate, da cui caschiamo tutti.

La sua frase arcinota è:
“iuris praecepta sunt haec
: honeste vivere, alterum non laedere, suum cuique tribuere”,
anche riferibile, come almeno io faccio senza che ciò possa venire proibito logicamente-giuridicamente, all’alterum e al suum in quanto denotanti il pensiero.

Anche honeste vivere risulta sottratto alla morale del bravo ragazzo, per designare la reintegrazione di ognuno di noi come io nel nostro pensiero, dopo avere subito lesione nel suum come lo stesso nostro pensiero:
che poi, leso, si fa lesivo, ossia la patologia non è innocente.

Non ripeto per l’ennesima che la lesione del suum si incontra come omissione e sistematizzazione, cioè la carnevalata seriosa al posto dell’ordinamento.

Già da giovanissimo sentivo contrapporre diritto e amore, il primo tanto “freddamente” formale, il secondo tanto “caldamente” sostanziale:
ho scoperto molto lentamente che questa contrapposizione era la fiera degli orrori, che continua a durare.

Confondo amicizia e amore?:
penso di no − nella loro amicizia priva di gelosia e invidia −, ci pensi anche altri.

giovedì 10 giugno 2010

 

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