CENSURA, E ANTISEMITISMO

Sabato domenica 26-27 giugno 2010
in anno 154 post Freud amicum natum

 

Per questo sabato-domenica sta ancora bene l’appena segnalato duplice antisemitismo verso due censurati ebrei (ieri, Il buon popolo e il male), poco propensi alle masse o “buon” popolo, eppure orientati alla Civiltà, o alla piazza, non all’interiorità.

Mi servo ora dell’ultima vignetta di Altan (il venerdì di Repubblica, 25 giugno):- Lei domanda a lui: A cosa pensi?

– Lui: Non lo so. Mi hanno censurato.

Sembra, sembrerebbe, e presa materialmente lo è, una battuta mia, ossia di qualcuno che ha ricostruito-riabilitato il pensiero a partire dalla scoperta della censura di esso fatta da Freud.

Che è censura precoce con umiliazione di massa, a partire dall’amore presupposto nell’infanzia, prolungato nell’innamoramento individuale e nella formazione collettiva del gruppo in cui l’Idea (“identificazione”) censura la facoltà stessa di pensiero dei suoi componenti.

É l’anti-diritto, collettivo com’è anche il diritto però sulla base individuale della competenza di pensiero, osservativa-inferenziale a ogni livello:
nella censura gli occhi non vedono, gli orecchi non odono, e nessuna inferenza (“se piove allora mi bagno”) ne viene più tratta, con caduta della competenza giudicante-giuridica individuale.

Il grande Censore moderno è stato I. Kant, sub-ordinando il diritto all’interiorità occulta della Legge morale o Imperativo categorico:
in cui Freud ha saputo individuare con sicurezza il “Super-io”, che è soltanto un nome azzeccato del Censore di ogni tempo (poi J. Lacan lo ha individuato come imperativo sadico, “osceno e feroce”):
gli odierni critici della censura in corso sono tutti dei kantiani.

La censura di massa si fa Cultura anche nel significato corrente e paludato (kantiano), ed è questa che produce il “disagio” avverso alla Civiltà.

Si crea così il “Buon” Popolo con poco lodevole creazionismo, a sadismo di massa incorporato e giustificato:
si colloca qui l’articolo precedente.

Censurati come siamo fin dall’infanzia, poi ci accorgiamo della censura solo quando proviene da un Potere iniquo appena arrivato, peraltro già giustificato in partenza dall’occultismo con cui crediamo misticamente nell’esistenza di “Il Potere” presupposto:
allora chiamiamo censura solo questa, così che questa fa da censura all’esservi stata una censura precedente e sempre attuale come lo è l’ultima arrivata.

A proposito di Buon Popolo, non vedrei le due passate Guerre mondiali senza l’entusiasmo  almeno iniziale delle grandi masse militari-popolari per andare ad ammazzare e farsi ammazzare, naturalmente con censura su questo nobile desiderio:
e non è finita lì, ho già scritto del funebre entusiasmo della “gioventù” dei miei tempi per i canti della Grande guerra, rilanciati dalla fascista Giovinezza, ossia ancora censura sui nobili desideri delle masse (l’antifascismo ha tagliato via Giovinezza ma non i precedenti che essa ereditava).

Richiamo il duplice antisemitismo segnalato.

 

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