NON SONO ETEROSESSUALE

dal che tutti inferirebbero che allora sono omosessuale.

É un errore logico (antico e durissimo), ma non conosco un solo logico che saprebbe riconoscerlo:
è ciò che mi fa dire e ripetere che Freud è ciò che manca alla logica perché questa possa dirsi completa.

Mostrerò l’errore per una via che considero ormai come un mio antecedente, dato che il mio lavoro negli anni è consistito nel procedere a dare forma illimitatamente sviluppata ai concetti freudiani, per poi riformarne coerentemente il lessico:
di ciò l’esempio-principe resta quello di “pulsione”, come un nome del pensiero in quanto legislativo del moto del corpo.

Ossia neppure l’ombra di una causalità naturale (ma neppure sociale), variamente denominabile come istinto spinta o attrattiva, cuore pancia o mistero (ma si puo??!!).
che poi gli “spirituali” classificano tra basso e alto, con il solito “Dio” chiamato a fare l’Utile Idiota”:
se esiste dev’essere almeno psicoanalista, che risponde con il “silenzio di Dio”.

Causalità significa Teoria:
etero- e omo-sessuale né seguono, né non-seguono come deviazione, una supposta causalità naturale:
l’uno e l’altro caso sono solo varianti dell’obbedienza a una medesima oscura e sordida Teoria, detta “Sessual-ità.

Si osserva che la prima variante è disponibile a trans-gredire per la porta aperta della stanza della seconda, mentre la seconda è per lo più indisponibile a retro-gredire facendo inversione … a U:
la seconda conserva però, almeno ufficialmente, l’aspirazione all’anello “coniugale” della prima:
mentre i Rappresentanti della prima con il suo anello tradizionale rimangono senza fiato, a parte l’argomento della volontà divina che pigola sempre più piano.

La mia via con i suoi risultati negli anni non toglie però che la lettera freudiana resta valida, a condizione di non censurarla e di riattivarla:
in questo caso si tratta di una pagina di Freud che volantinerei in ogni angolo della città:
É la pagina che reca quella conclusione“la nevrosi è la negativa della perversione” [1]
che si estende tanto sulle nostre vite individuali quanto su alcuni millenni dell’umanità, e che taglia la Cultura in due.

Ma ora passo, perché oggi il tempo non mi è favorevole:
continuerò domani.

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[1] “Tre saggi sulla teoria sessuale” (1905), Primo saggio, § 4, Nevrosi e perversione.

venerdì 7 maggio 2010

 

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